Natuzzi, tavolo al Mimit: piano industriale entro l’11 giugno
28/05/2026
Un tavolo permanente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per superare una crisi che si trascina da anni e arrivare a un vero piano industriale per Natuzzi. È il percorso avviato a Palazzo Piacentini, dove il ministro Adolfo Urso ha incontrato l’azienda, le organizzazioni sindacali e le Regioni Puglia e Basilicata, territori in cui si trovano gli stabilimenti del gruppo dell’arredamento di alta gamma. Il prossimo appuntamento è fissato per l’11 giugno, quando l’impresa dovrà illustrare le linee guida del piano di rilancio.
Urso: vent’anni di cassa integrazione sono un’anomalia
Nel corso dell’incontro, Urso ha definito anomala una situazione segnata da vent’anni di ricorso agli ammortizzatori sociali a carico dello Stato. Secondo il ministro, la crisi Natuzzi avrebbe dovuto essere affrontata prima, con maggiore responsabilità e con una prospettiva industriale concreta. Ora, ha spiegato, è necessario cambiare passo e utilizzare il tavolo permanente per costruire un percorso sostenibile, orientato allo sviluppo dell’azienda e alla tutela dei lavoratori.
Il ministro ha richiamato la necessità di un impegno condiviso da parte di tutti i soggetti coinvolti. Azienda, sindacati, istituzioni nazionali e Regioni dovranno contribuire alla definizione di una soluzione che non si limiti alla gestione dell’emergenza occupazionale, ma punti al rilancio produttivo del gruppo.
Urso ha inoltre collegato il caso Natuzzi al metodo seguito dal Mimit nella gestione delle crisi industriali. Il Ministero ha ricordato di aver portato in tre anni alla soluzione positiva di 40 tavoli di crisi, indicando questo approccio come riferimento anche per la vertenza del gruppo dell’arredamento.
Bergamotto: la cassa integrazione non può essere la prospettiva
Alla riunione è intervenuta anche la sottosegretaria con delega alle crisi d’impresa, Fausta Bergamotto, che ha confermato l’impegno del Governo nel cercare una soluzione concreta e condivisa. Per Bergamotto, la cassa integrazione deve restare uno strumento temporaneo e non può trasformarsi nella prospettiva ordinaria per lavoratori e azienda.
La sottosegretaria ha sottolineato che il tavolo dovrà portare a un percorso industriale e occupazionale solido, capace di salvaguardare sia i dipendenti sia il tessuto imprenditoriale coinvolto. L’obiettivo dichiarato è voltare pagina rispetto alla gestione degli ultimi decenni, superando una logica fondata sulla sola continuità degli ammortizzatori sociali.
Il confronto è stato quindi aggiornato all’11 giugno, data in cui Natuzzi presenterà le linee guida del piano industriale. Sarà un passaggio decisivo per verificare la consistenza delle proposte aziendali e la loro capacità di garantire continuità produttiva, occupazione e prospettive di sviluppo.
Invitalia e il ruolo di Puglia e Basilicata
Sul fronte degli strumenti di rilancio, Urso ha annunciato che Invitalia sta svolgendo la due diligence sull’azienda. Si tratta di una verifica necessaria per valutare la situazione industriale, economica e finanziaria del gruppo e per individuare eventuali strumenti di intervento a supporto del percorso di risanamento.
Il ministro ha inoltre invitato le Regioni Puglia e Basilicata a proseguire il lavoro per il riconoscimento del distretto industriale e per la definizione dell’area di crisi complessa, secondo quanto concordato nei recenti incontri con i rappresentanti regionali. Due passaggi che potrebbero rafforzare il quadro degli strumenti disponibili per sostenere il rilancio del gruppo e dei territori interessati.
La vertenza Natuzzi resta quindi aperta, ma il Mimit punta a trasformare il confronto in una sede stabile di decisione e responsabilità. Al centro ci sono il futuro degli stabilimenti, la tutela dei lavoratori e la costruzione di un piano industriale credibile per un marchio storico del settore dell’arredamento italiano.
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