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Macfrut, Confagricoltura: ortofrutta stabile ma pesano i costi

24/04/2026

Macfrut, Confagricoltura: ortofrutta stabile ma pesano i costi

Confagricoltura chiude con un bilancio positivo la partecipazione alla 43esima edizione di Macfrut, la fiera internazionale dedicata al settore ortofrutticolo, ma richiama l’attenzione sulle difficoltà che attendono le imprese agricole nei prossimi mesi. Al centro del confronto con produttori, rappresentanti istituzionali e buyer esteri ci sono stati la tenuta dei prezzi all’origine, l’aumento dei costi di produzione, la ricerca di nuovi mercati e la carenza di manodopera.

All’inaugurazione dello stand confederale ha partecipato anche il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. La presenza di delegazioni istituzionali e operatori provenienti dall’estero, sia da Paesi dell’Unione europea sia da mercati extra Ue, è stata letta da Confagricoltura come un segnale importante in una fase segnata da tensioni commerciali internazionali e dalla necessità di rafforzare le opportunità di sbocco per l’ortofrutta italiana.

Prezzi all’origine quasi fermi tra marzo e aprile

Secondo l’analisi del Centro Studi di Confagricoltura, tra marzo e aprile i prezzi all’origine dei prodotti agricoli hanno mostrato una sostanziale stabilità. A marzo, ai cancelli delle aziende agricole, l’incremento è stato appena dello 0,2% rispetto al mese precedente, nonostante il forte aumento dei mezzi di produzione utilizzati dagli agricoltori.

Il dato indica che i rincari sostenuti dalle imprese non si sono ancora trasferiti in modo significativo sui prezzi riconosciuti alla produzione. Una situazione che, se da un lato può apparire come una fase di equilibrio temporaneo, dall’altro alimenta preoccupazioni sulla marginalità aziendale, soprattutto nei comparti più esposti ai costi energetici, logistici e tecnici.

Confagricoltura segnala anche flessioni in alcuni segmenti dell’ortofrutta, tra cui cavolo, carciofi, pere e fragole. Pressioni particolari interessano inoltre le colture energivore, come gli ortaggi in serra, dove il peso delle spese di produzione incide in maniera più diretta sulla sostenibilità economica delle aziende.

Fertilizzanti e costi produttivi minacciano la marginalità

La stabilità attuale dei prezzi all’origine potrebbe non durare a lungo. Il principale fattore di rischio indicato da Confagricoltura riguarda l’aumento dei costi di produzione, con particolare riferimento ai fertilizzanti. Tra questi, l’urea registra quotazioni superiori di oltre il 75% rispetto al 2025, un incremento che può pesare in modo rilevante sui conti delle imprese agricole.

Durante Macfrut, il vicepresidente di Confagricoltura, Sandro Gambuzza, ha ricordato che la competitività del settore non può essere considerata un risultato acquisito. Deve invece essere sostenuta con strategie adeguate al contesto attuale, segnato da instabilità internazionale, tensioni sui mercati e difficoltà di pianificazione per gli operatori.

Le tensioni sui listini all’ingrosso confermano un quadro non uniforme lungo la filiera. Mentre il consumatore può percepire variazioni di prezzo in alcune fasi della distribuzione, il produttore agricolo continua spesso a confrontarsi con margini compressi, soprattutto quando l’aumento dei costi non viene compensato da un adeguato riconoscimento economico all’origine.

Manodopera e nuovi mercati tra le priorità del comparto

Tra le criticità evidenziate da Confagricoltura rientra anche la difficoltà nel reperire manodopera. Il settore ortofrutticolo richiede personale in molte fasi della produzione, dalla raccolta alla gestione delle colture, e la ricerca di lavoratori disponibili sta diventando un nodo sempre più complesso per le aziende.

In questo scenario, la formazione viene indicata come una leva utile, anche alla luce dell’evoluzione tecnologica che ha trasformato il lavoro agricolo. L’innovazione nei campi richiede competenze nuove, capacità di utilizzare strumenti digitali e conoscenze aggiornate sulle tecniche produttive, soprattutto nelle imprese che investono in qualità, efficienza e sostenibilità.

Nonostante le difficoltà, l’ortofrutta resta uno dei comparti centrali dell’agricoltura italiana. Su un valore complessivo della produzione agricola nazionale superiore ai 68 miliardi di euro nel 2025, l’ortofrutta fresca, esclusi i trasformati industriali, sfiora i 17 miliardi. Un peso economico che conferma la rilevanza del settore e la necessità di politiche capaci di tutelarne competitività, redditività e presenza sui mercati internazionali.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.