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Italia, vendite al dettaglio in crescita: consumi su del 3,7%

09/05/2026

Italia, vendite al dettaglio in crescita: consumi su del 3,7%

Le vendite al dettaglio in Italia crescono a marzo 2026 e confermano il rafforzamento della domanda interna. Secondo l’analisi del Centro studi di Unimpresa sui dati diffusi dall’Istat, il commercio al dettaglio registra un aumento dello 0,8% in valore e dello 0,7% in volume rispetto al mese precedente. Su base annua, l’incremento arriva al 3,7% in valore e al 2,1% in volume.

Il dato viene letto come un segnale positivo perché la crescita non dipende soltanto dall’aumento dei prezzi, ma riguarda anche le quantità acquistate. L’espansione dei volumi indica infatti una ripresa reale dei consumi, in un quadro economico che nella prima parte del 2026 appare più solido rispetto alle previsioni formulate alla fine del 2025.

Crescono alimentari e non alimentari: domanda interna più forte

L’aumento delle vendite interessa sia il comparto alimentare sia quello non alimentare. I prodotti alimentari segnano una crescita del 4,3% in valore e dell’1,5% in volume su base annua, mentre i beni non alimentari registrano un incremento del 3,3% in valore e del 2,7% in volume.

Per Unimpresa, il dato conferma che una parte rilevante della crescita economica italiana deriva dal recupero della domanda interna, tradizionalmente considerata uno dei punti più delicati dell’economia nazionale. Dopo il progresso del Pil nel primo trimestre, pari allo 0,2% congiunturale e allo 0,7% tendenziale, anche l’andamento dei consumi mostra una capacità di tenuta superiore alle attese.

Longobardi: “Segnale importante per commercio e Pmi”

Il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, sottolinea che i dati Istat sul commercio al dettaglio confermano una fase di vitalità dell’economia italiana nella prima parte del 2026. L’aumento delle vendite, sia in valore sia in volume, viene interpretato come il segnale di una maggiore fiducia delle famiglie e di una tenuta concreta del potere d’acquisto.

Secondo Longobardi, la ripresa della domanda interna rappresenta un elemento rilevante per il commercio, per le piccole e medie imprese e per il sistema produttivo nel suo insieme. In un contesto internazionale ancora complesso, la crescita dei consumi indica che l’Italia affronta il 2026 con basi economiche più robuste, sostenute dall’occupazione, dalla stabilità dei redditi e da un clima di fiducia da accompagnare con politiche orientate allo sviluppo.

E-commerce in aumento dell’11,2%, bene anche la distribuzione

Tra i dati più significativi emerge la crescita del commercio elettronico, salito dell’11,2% su base annua. Il risultato conferma la trasformazione delle abitudini di acquisto delle famiglie italiane e il peso crescente dei canali digitali nella distribuzione commerciale.

La ripresa, tuttavia, non riguarda soltanto l’online. Le imprese operanti su piccole superfici registrano un aumento del 3,1%, mentre la grande distribuzione cresce del 3,7%. La diffusione del miglioramento su più canali di vendita indica una dinamica ampia, non concentrata in un solo segmento del mercato.

Tecnologia traina i beni non alimentari, moda ancora debole

Nel comparto non alimentare, il settore più dinamico è quello delle dotazioni informatiche e delle telecomunicazioni, con un incremento dell’8,6%. Il dato segnala la continuità degli investimenti di famiglie e imprese in tecnologia, digitalizzazione e strumenti di connessione.

Resta più fragile, invece, il settore delle calzature e degli articoli in cuoio, che registra una flessione dell’1,3%. Il comparto continua a risentire delle difficoltà della moda e di una domanda internazionale meno brillante, in una fase nella quale alcune categorie di consumo mostrano ancora andamenti disomogenei.

Primo trimestre positivo e impatto su occupazione e investimenti

Nel complesso del primo trimestre 2026, le vendite al dettaglio aumentano dello 0,6% in valore e dello 0,2% in volume rispetto al trimestre precedente. Anche questo indicatore conferma una fase di espansione moderata, ma diffusa, dell’economia italiana.

Secondo il Centro studi di Unimpresa, il miglioramento del mercato del lavoro, la riduzione dell’inflazione rispetto ai picchi del biennio precedente e il consolidamento dei redditi stanno contribuendo a ricostruire fiducia tra i consumatori. L’aumento dei consumi sostiene direttamente il commercio, produce effetti lungo la filiera produttiva e distributiva e rafforza il quadro per investimenti, occupazione e finanza pubblica.

In una fase segnata da tensioni energetiche, instabilità geopolitica e incertezze sul commercio internazionale, la capacità dell’Italia di mantenere una crescita positiva rappresenta anche un elemento favorevole per la percezione di stabilità del Paese sui mercati finanziari.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.