Bologna, truffe agli anziani: 21enne arrestato per gioielli rubati
07/05/2026
Un 21enne tunisino è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito di un’indagine dei Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di San Lazzaro di Savena, nel Bolognese, su due truffe ai danni di anziani. Il giovane è accusato di truffa e furto aggravato in concorso, dopo episodi che avrebbero portato alla sottrazione di gioielli per decine di migliaia di euro.
Secondo quanto ricostruito dai militari, il primo caso ha coinvolto una coppia di anziani, lui di 80 anni e lei di 75. I due sarebbero stati contattati telefonicamente da uno sconosciuto, che li avrebbe accusati falsamente di aver commesso un reato. La voce al telefono avrebbe poi intimato loro di raccogliere tutti i gioielli presenti in casa, sostenendo che sarebbero stati esaminati da una persona incaricata di presentarsi direttamente nell’abitazione.
La telefonata falsa e il furto da 50mila euro
Dopo il contatto telefonico, un uomo si sarebbe presentato a casa della coppia fingendo di dover controllare i preziosi. Approfittando della fiducia e del timore generati dalla telefonata, avrebbe sottratto gioielli per un valore stimato di circa 50mila euro, lasciando le vittime convinte di aver consegnato i beni nell’ambito di una procedura necessaria.
Il meccanismo rientra tra le forme più insidiose di raggiro ai danni degli anziani, perché combina pressione psicologica, falso riferimento a problemi giudiziari e presenza fisica di un complice nell’abitazione. Le indagini dei Carabinieri si sono concentrate sulle modalità della truffa, sulle testimonianze raccolte e sui possibili collegamenti con altri episodi simili.
La seconda vittima si accorge del raggiro
Nel secondo episodio, la vittima è una persona di 65 anni. Anche in questo caso, l’uomo sarebbe riuscito a entrare in casa con la scusa di dover “esaminare” i gioielli. La vittima, però, avrebbe intuito il raggiro e lo avrebbe accusato di furto.
A quel punto il presunto truffatore si sarebbe dato alla fuga, riuscendo comunque a portare via beni per un valore di circa 3mila euro. La reazione della vittima ha permesso di ricostruire con maggiore precisione la dinamica dell’episodio e di fornire elementi utili agli investigatori.
Telecamere e testimonianze decisive per l’identificazione
Le testimonianze delle persone truffate e le immagini dei sistemi di videosorveglianza hanno consentito ai Carabinieri di identificare il 21enne come uno dei presunti responsabili. Gli elementi raccolti sono stati trasmessi all’Autorità giudiziaria, che ha disposto nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere.
L’indagine prosegue per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e il ruolo di altri complici, a partire dalla persona che avrebbe effettuato le telefonate alle vittime. Le accuse si riferiscono alla fase cautelare del procedimento: per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo di responsabilità.
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