Balcani occidentali nell’Ue, Foti chiede riforme più rapide
20/05/2026
L’Italia sostiene l’integrazione europea dei Balcani occidentali, ma chiede un’accelerazione sul fronte delle riforme, a partire dallo Stato di diritto e dal rafforzamento della capacità amministrativa. È il messaggio lanciato dal ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, intervenuto a Skopje all’11° Forum della Strategia dell’Unione europea per la Regione Adriatico-Ionica, EUSAIR.
Il richiamo allo Stato di diritto
Nel suo intervento, Foti ha confermato la posizione favorevole dell’Italia al percorso di adesione dei Balcani occidentali all’Unione europea. Un processo che, secondo il ministro, deve però procedere insieme al rispetto delle condizioni richieste dall’ingresso nell’Ue. Tra queste, ha indicato in particolare l’accettazione delle regole comuni e la tutela dello Stato di diritto, definito uno dei punti fondamentali della partecipazione al progetto europeo.
Il ministro ha parlato della necessità di un’Unione più coesa, a 27 Stati membri e oltre, ma ha collegato l’allargamento alla capacità dei Paesi candidati di completare i passaggi ancora aperti. L’adesione, ha sottolineato, non può essere considerata soltanto una prospettiva politica: richiede riforme concrete, istituzioni solide e amministrazioni in grado di lavorare secondo gli standard europei.
Fondi europei e capacità amministrativa
Foti ha insistito anche sul tema della capacità amministrativa, ritenuta decisiva per rendere efficaci i fondi europei destinati ai Balcani occidentali. Secondo il ministro, non basta disporre delle risorse: serve una reale capacità di programmazione, progettazione e gestione, così da trasformare i finanziamenti in benefici misurabili per i cittadini e per i territori.
Il rischio indicato dal rappresentante del governo italiano è quello di alimentare stanchezza nel processo di integrazione, se l’aspirazione all’ingresso nell’Unione europea dovesse restare ancora a lungo senza uno sbocco concreto. Per Foti, la partecipazione dei Balcani occidentali al progetto europeo è attesa da anni e deve trovare una prospettiva operativa, pur nella consapevolezza dei passaggi istituzionali e politici ancora necessari.
Dal 1° giugno la presidenza italiana di EUSAIR
Il ministro ha ribadito che l’allargamento ai Balcani occidentali non rappresenta soltanto una questione geografica. Nella visione espressa a Skopje, l’ingresso di questi Paesi nell’Ue ha un valore politico e storico, perché i Balcani occidentali sono parte integrante dell’Europa e non un’area esterna da aggiungere al progetto comunitario.
Nel corso del Forum è stata inoltre richiamata la volontà condivisa dai partecipanti di sentirsi pienamente parte del percorso europeo. L’Italia assumerà la Presidenza di EUSAIR dal 1° giugno 2026, raccogliendo il testimone dalla Macedonia del Nord. La guida italiana della Strategia adriatico-ionica arriverà quindi in una fase in cui cooperazione regionale, allargamento e uso efficace dei fondi europei restano temi centrali per il futuro dell’area.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.