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Plancton prodotto in laboratorio: a Livorno la fattoria del mare ISPRA

20/05/2026

Plancton prodotto in laboratorio: a Livorno la fattoria del mare ISPRA

All’Acquario di Livorno è entrata nella fase sperimentale una piattaforma capace di ricreare, in ambiente controllato, alcune condizioni dell’ecosistema marino per produrre zooplancton. Il sistema, chiamato mesocosmo, è installato in una vasca dell’acquario ed è delimitato da una rete a maglia fine: una sorta di ecosistema in miniatura, pensato per studiare e sviluppare modelli di acquacoltura biologica e sostenibile nel Mediterraneo.

Il mesocosmo al centro del progetto AQuaBioS

Il mesocosmo è uno degli strumenti principali del progetto europeo AQuaBioS, “La fattoria del mare: per un’acquacoltura biologica e sostenibile”, finanziato dal programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2024-2027. L’iniziativa, coordinata da ISPRA, entra ora nella sua fase operativa centrale con l’avvio delle attività sperimentali dedicate alla produzione di plancton e allo sviluppo di sistemi innovativi per il settore ittico.

Con un budget complessivo di circa 1,8 milioni di euro, AQuaBioS punta a realizzare sistemi di allevamento di zooplancton marino a basso impatto ambientale. L’obiettivo è integrare ricerca scientifica, tutela degli ecosistemi e sostenibilità economica delle filiere, offrendo nuove soluzioni a un comparto chiamato a ridurre la pressione sugli stock ittici naturali e a migliorare la qualità ambientale dei processi produttivi.

Plancton, microalghe e copepodi per ridurre i mangimi industriali

Il progetto lavora sull’impiego di plancton, microalghe e copepodi come alimento naturale per le specie marine allevate. L’utilizzo di queste risorse biologiche può contribuire a ridurre il ricorso a mangimi industriali ad alto impatto ambientale, spesso basati anche su proteine animali derivate dalla pesca.

Le microalghe, oltre al valore nutrizionale, possono migliorare la qualità dell’acqua, assorbire CO₂ e ridurre il carico organico negli impianti di acquacoltura. Per questo alcune specie vengono coltivate in sistemi sperimentali e valutate sia per gli effetti sulla crescita dei pesci sia per il contributo all’equilibrio degli ambienti acquatici.

Un ruolo centrale è affidato anche ai copepodi, organismi fondamentali nella catena alimentare marina. Si nutrono soprattutto di fitoplancton e trasferiscono energia ai livelli superiori della rete trofica, rappresentando prede naturali per molte forme larvali e numerosi organismi marini. Studiare la loro risposta a variazioni di temperatura, acidità, nutrienti o inquinanti permette di comprendere meglio gli effetti dei cambiamenti ambientali sulla biodiversità acquatica.

Livorno nella rete euro-mediterranea della blue economy

La sperimentazione all’Acquario di Livorno nasce dalla collaborazione con la sede ISPRA cittadina, nell’ambito di una convenzione che consente di affiancare ricerca applicata, divulgazione scientifica e tutela del mare. Secondo la presidente di ISPRA e SNPA, Maria Alessandra Gallone, AQuaBioS rappresenta un passo concreto verso pratiche produttive più efficienti e sostenibili, capaci di coniugare innovazione, sicurezza alimentare e salvaguardia del patrimonio naturale del Mediterraneo.

Il progetto si inserisce nel quadro del Green Deal europeo e della Strategia UE per la biodiversità 2030, con l’obiettivo di favorire sistemi alimentari più sostenibili e resilienti. Dal punto di vista economico, AQuaBioS mira anche a rafforzare la competitività delle piccole e medie imprese della filiera ittica mediterranea, sostenendo modelli produttivi più attenti a tracciabilità, qualità ambientale e sicurezza alimentare.

La rete del progetto coinvolge partner scientifici e industriali di Sardegna, Toscana, Liguria, Corsica e Région Sud francese. Il programma Interreg Italia-Francia Marittimo sostiene così una cooperazione applicata tra territori costieri, con Livorno tra i laboratori della transizione verso una blue economy in cui innovazione e protezione degli ecosistemi marini procedono insieme.

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Claudio Banfi

Content writer con esperienza in attualità, cronaca e tecnologia scrive notizie da 10 anni, amo correre