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Vino, Confagricoltura lancia l’allarme sulle eccedenze: “Servono misure straordinarie”

15/04/2026

Vino, Confagricoltura lancia l’allarme sulle eccedenze: “Servono misure straordinarie”

Nel cuore di Vinitaly, tra operatori, istituzioni e rappresentanti della filiera, il tema delle eccedenze torna a imporsi con forza nel dibattito sul futuro del settore vitivinicolo. A Verona, nello stand del Masaf, il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha scelto parole nette per descrivere la fase che attraversa il comparto, indicando la necessità di interventi immediati e mirati per evitare ripercussioni strutturali sul mercato.

Il punto di partenza è un dato che pesa: dall’inizio dell’anno le eccedenze sono cresciute del 5,8% rispetto al 2025, raggiungendo un volume di 3,2 milioni di ettolitri su un totale di 58,6 milioni di vino derivante dalle vendemmie precedenti. Una quantità che, se non gestita con strumenti adeguati, rischia di comprimere i prezzi e mettere sotto pressione la sostenibilità economica delle aziende.

Un surplus che mette sotto pressione il mercato

Il tema delle giacenze non riguarda soltanto l’Italia, ma attraversa l’intero spazio europeo, riflettendo una dinamica più ampia che combina produzione elevata, rallentamento della domanda e mutamenti nei consumi. In questo contesto, la gestione delle scorte diventa una variabile decisiva per mantenere l’equilibrio del mercato e preservare la capacità competitiva delle imprese.

Giansanti ha richiamato l’esigenza di affrontare il surplus con strumenti straordinari, capaci di offrire risposte rapide e concrete. L’obiettivo non è soltanto ridurre le eccedenze, ma farlo in modo da non compromettere la presenza sui mercati, soprattutto in una fase in cui la concorrenza internazionale resta elevata e richiede continui investimenti in qualità, promozione e innovazione.

Il nodo delle risorse e il ruolo dell’Unione europea

Una delle questioni più delicate riguarda il finanziamento delle eventuali misure anti-crisi. Confagricoltura chiede con chiarezza che gli interventi europei vengano sostenuti senza sottrarre risorse ai programmi già esistenti nell’ambito dell’Organizzazione Comune del Mercato vitivinicolo. Promozione, investimenti e ristrutturazione dei vigneti rappresentano infatti strumenti fondamentali per il posizionamento del vino italiano sui mercati esteri, e un loro indebolimento rischierebbe di produrre effetti controproducenti nel medio periodo.

La richiesta è quindi quella di un intervento aggiuntivo, che consenta di affrontare l’emergenza senza sacrificare le leve strategiche del settore. In gioco non c’è soltanto la gestione contingente delle scorte, ma la tenuta complessiva di una filiera che contribuisce in modo significativo al prodotto interno lordo e all’immagine del Paese.

Nel richiamo a “fare sistema” si condensa la posizione di Confagricoltura: istituzioni, imprese e organizzazioni di categoria sono chiamate a una risposta coordinata, capace di tenere insieme misure immediate e visione industriale. Il vino resta uno dei pilastri dell’agroalimentare italiano, ma proprio per questo richiede oggi una gestione attenta, che sappia trasformare una fase complessa in un passaggio di riequilibrio e rilancio.

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Elena Scopece

Laureata in Psicologia, ama scrivere articoli di filosofia, salute e benessere. Amante dei viaggi in solitaria.