Raid armato a Follonica, 27enne arrestato a Parma
11/05/2026
Un 27enne tunisino è stato arrestato a Parma perché ritenuto uno dei presunti autori di un violento raid armato avvenuto a Follonica, in provincia di Grosseto, nell’aprile 2025. L’uomo, senza fissa dimora sul territorio italiano e già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati agli stupefacenti, è stato rintracciato il 4 maggio dai Carabinieri di Parma Centro ed è stato portato nella casa circondariale cittadina.
L’ordinanza del Gip di Grosseto e la cattura in centro
L’arresto è stato eseguito in applicazione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Grosseto. Il provvedimento nasce da un’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Grosseto e della Compagnia di Follonica, con il supporto operativo dei Comandi provinciali di Parma e Pisa per la localizzazione e la cattura dei destinatari della misura.
Il 27enne è stato individuato mentre si trovava nel centro di Parma. I militari lo hanno fermato, identificato e, dopo le formalità di rito, lo hanno accompagnato in carcere. La stessa misura cautelare è stata disposta anche nei confronti di altri tre connazionali, rintracciati dai reparti dell’Arma coinvolti nell’operazione e associati agli istituti penitenziari di Grosseto, Parma e Pisa.
Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo sarebbe coinvolto in una spedizione punitiva maturata negli ambienti della criminalità e collegata a contrasti per la gestione delle piazze di spaccio locali.
L’irruzione nell’abitazione e i colpi contro la porta
L’episodio al centro dell’indagine risale all’8 aprile 2025, quando quattro persone si sarebbero introdotte con la forza in un immobile di Follonica, forzando la porta d’ingresso. Gli aggressori, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, erano armati di pistola e spray al peperoncino e si sarebbero scagliati contro tre connazionali presenti nell’abitazione.
Ne sarebbe nato un inseguimento all’interno della casa, con le vittime costrette a cercare riparo in una stanza. Uno degli assalitori, incitato dai complici, avrebbe esploso diversi colpi di pistola contro la porta della camera da letto, riuscendo a ferire alla coscia uno degli uomini del gruppo rivale.
Per sottrarsi ai proiettili, le vittime si sarebbero sdraiate a terra e poi sarebbero riuscite a mettersi in salvo saltando sul balcone dell’appartamento vicino. Una dinamica che gli investigatori hanno ricostruito attraverso gli accertamenti successivi, fino all’identificazione dei presunti autori materiali del raid.
Il movente legato al controllo dello spaccio
Il movente dell’assalto, secondo gli inquirenti, sarebbe da ricercare nella lotta per la gestione e il controllo delle piazze di spaccio del territorio. Proprio partendo dal raid di Follonica, le indagini si sono progressivamente allargate, consentendo ai Carabinieri di individuare una rete di distribuzione di droga ritenuta stabile e radicata.
Gli accertamenti hanno documentato l’esistenza di un mercato dello stupefacente indicato come “spaccio boschivo”, attivo per tutto il 2025 tra le zone di Piombino e Grosseto. Un sistema che, nella ricostruzione dell’Arma, avrebbe rappresentato un crocevia criminale legato alla vendita di droga e ai rapporti di forza tra gruppi contrapposti.
L’arresto eseguito a Parma si inserisce quindi in un’attività investigativa più ampia, diretta sia a chiarire le responsabilità nel raid armato sia a colpire la rete di spaccio collegata al territorio maremmano e alle aree limitrofe.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per le persone coinvolte resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.
Articolo Precedente
Albanese visita a Melbourne la mostra sull’Impero romano
Articolo Successivo
Roma, accordo Capitale-Ebtl per lavoro e formazione nel turismo