Pensioni agricole, Anpa: tre assegni su cinque sotto 750 euro
16/05/2026
Tre pensionati agricoli su cinque ricevono oggi un assegno inferiore a 750 euro mensili. Per le donne la situazione è ancora più pesante: la quota sfiora il 72%, quasi tre pensionate su quattro. A lanciare l’allarme è l’Anpa, l’Associazione Nazionale Pensionati Agricoltori di Confagricoltura, che richiama i dati dell’Osservatorio INPS e il recente studio Cer-Cupla per chiedere interventi strutturali a tutela dei pensionati del settore primario.
L’allarme sui redditi dei pensionati agricoli
L’indagine è stata condotta nell’ambito del Cupla, il Coordinamento Unitario Pensionati Lavoro Autonomo, che riunisce le principali associazioni dei pensionati dell’agricoltura, dell’artigianato e del commercio. Anpa, che aderisce al coordinamento, parla di una vera emergenza sociale per i pensionati agricoli, definiti i “custodi della terra” per il ruolo svolto nel mantenimento delle campagne, delle produzioni e delle comunità rurali.
Secondo l’associazione, il livello degli assegni pensionistici resta troppo basso rispetto al costo reale della vita, in particolare per chi vive nelle aree interne e nei territori agricoli. L’aumento dei prezzi, le spese sanitarie, i costi dell’assistenza e la perdita di potere d’acquisto hanno reso più fragile una fascia di popolazione già esposta a redditi modesti e a minori tutele.
In questo quadro, Anpa sostiene la proposta del Cupla per introdurre un Bonus Irpef da 80 euro mensili destinato alla fascia di reddito compresa tra 7.800 e 12.000 euro. La misura viene considerata necessaria per ridurre lo svantaggio fiscale rispetto ai lavoratori dipendenti e dare una risposta immediata ai pensionati con redditi più bassi.
Le richieste: minimi al 40% del reddito medio e nuova rivalutazione
Accanto al bonus, Anpa rilancia un pacchetto di interventi ritenuti indispensabili per riformare il sistema. La prima richiesta riguarda l’adeguamento graduale dei trattamenti minimi fino al 40% del reddito medio nazionale, così da avvicinare gli assegni a una soglia più coerente con i bisogni essenziali degli anziani.
L’associazione chiede inoltre di rivedere il meccanismo di rivalutazione delle pensioni, adottando l’indice Ipca, ritenuto più adatto rispetto al FOI perché capace di tenere conto in modo più aderente delle spese che pesano sulla vita degli anziani, come sanità, farmaci e assistenza. Tra le proposte figurano anche il ripristino della doppia indicizzazione, per collegare le pensioni alla dinamica salariale, e l’allineamento delle detrazioni fiscali.
Per Anpa, gli adeguamenti finora riconosciuti non bastano a colmare la perdita di potere d’acquisto accumulata. Il segretario nazionale Angelo Santori riconosce lo sforzo del Governo sulle pensioni integrate al trattamento minimo, ma giudica insufficiente un incremento limitato a pochi euro mensili.
Santori: servono equità fiscale e risposte strutturali
“Pensare di risolvere i problemi di milioni di pensionati che vivono sotto la soglia di povertà con 7 euro al mese in più è veramente poca cosa”, osserva Santori. Secondo il segretario nazionale di Anpa, i pensionati agricoli registrano il maggior numero di assegni sotto la soglia di povertà e nelle campagne l’inflazione ha inciso in modo particolarmente pesante.
L’associazione stima che, per una pensione di 1.000 euro lordi, la perdita reale legata all’aumento dei prezzi abbia prodotto negli anni un ammanco di circa 3.400 euro. Un dato che, per Anpa, dimostra la necessità di un intervento più ampio rispetto ai correttivi minimi.
La richiesta alle istituzioni è di aprire un confronto capace di portare a soluzioni strutturali. Per l’associazione, la stabilità del settore agricolo passa anche dalla tutela dei suoi componenti più fragili: anziani che hanno lavorato per decenni nelle campagne e che oggi rischiano di vivere con assegni insufficienti.
“Non chiediamo privilegi, ma equità fiscale e un sistema di rivalutazione più vicino alla realtà”, conclude Santori. L’obiettivo indicato da Anpa è arrivare quanto prima a una pensione minima di 750 euro mensili, importo richiamato dall’associazione come soglia minima vitale fissata a livello europeo.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.