Napoli, tentato omicidio a Marianella: fermate due persone
04/05/2026
Due persone sono state fermate a Napoli nell’ambito delle indagini sul tentato omicidio di Vincenzo Lo Russo, avvenuto il 17 aprile nel rione Siberia del quartiere Marianella. Il provvedimento, eseguito il 28 aprile nel quartiere Miano dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Napoli Vomero, è stato emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Direzione Distrettuale Antimafia. I due indagati sono accusati di concorso in tentato omicidio e illegale detenzione e porto in luogo pubblico di arma comune da sparo, con l’aggravante del metodo mafioso.
L’agguato ricostruito con videosorveglianza e attività tecniche
Le indagini, coordinate dalla Dda di Napoli e condotte dai Carabinieri della Compagnia Napoli Vomero, hanno consentito di ricostruire il quadro indiziario dell’agguato attraverso attività tecniche e l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza. Gli investigatori hanno esaminato sia le fasi dell’azione armata sia i momenti precedenti, acquisendo gravi indizi nei confronti dei due soggetti fermati.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i destinatari del fermo sarebbero gli autori materiali del tentato omicidio. La vittima, indicata come nipote dei reggenti del clan Lo Russo-Capitoni, attivo nell’area nord di Napoli, sarebbe stata colpita nel contesto di un’aggressione maturata per un vecchio litigio avvenuto in carcere tra detenuti.
La violenza prima degli spari
Nel corso degli accertamenti, nonostante la reticenza della vittima, gli investigatori hanno ricostruito una sequenza particolarmente violenta. Uno degli aggressori avrebbe inizialmente salutato Lo Russo con un bacio, per poi colpirlo con il calcio di una pistola e con un casco.
La vittima sarebbe stata quindi aggredita con schiaffi e calci, prima di essere raggiunta da più colpi d’arma da fuoco. La dinamica, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe riconducibile a un’azione eseguita con modalità aggravate dal metodo mafioso, anche per il contesto criminale in cui l’episodio viene collocato dagli investigatori.
Ordinanza cautelare anche per un terzo indagato
Al fermo dei due soggetti è seguita l’emissione di un’ordinanza applicativa di misura cautelare. Il provvedimento riguarda sia i due fermati sia un terzo soggetto ritenuto appartenente al sodalizio, che al momento risulta irreperibile.
Le indagini proseguono per definire ulteriormente ruoli, responsabilità e contesto dell’agguato. I destinatari dei provvedimenti sono persone sottoposte a indagini e devono essere considerati innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
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