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Varese, firmato il protocollo “Patti digitali di Comunità” per l’uso consapevole delle tecnologie tra i minori

16/02/2026

Varese, firmato il protocollo “Patti digitali di Comunità” per l’uso consapevole delle tecnologie tra i minori

VARESE – Un’alleanza educativa che coinvolge istituzioni, scuole, università, Comuni e sistema camerale per affrontare in modo strutturato una delle questioni più delicate del presente: l’accesso dei minori alle tecnologie digitali. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa “Patti digitali di Comunità”, sottoscritto mercoledì 11 febbraio nel corso della Conferenza provinciale permanente riunita presso la Provincia di Varese.

Il documento nasce dalla consapevolezza che la gestione di smartphone, chat, social media e strumenti basati su intelligenza artificiale non possa essere demandata esclusivamente alle famiglie o alle singole scuole. Occorre una cornice condivisa, capace di fornire regole chiare e coerenti, riducendo le frizioni educative e offrendo ai ragazzi riferimenti omogenei.

Un’alleanza tra famiglie, scuole e istituzioni

Il protocollo si propone di definire modalità comuni sull’uso degli smartphone, delle piattaforme di messaggistica e dei social, stabilendo linee guida che possano orientare comportamenti e scelte quotidiane. Non si tratta di un intervento episodico, ma di un impianto che punta a coordinare le responsabilità educative, evitando messaggi contraddittori tra ambiente scolastico e contesto domestico.

Hanno aderito all’intesa il prefetto di Varese Salvatore Pasquariello, il presidente della Provincia, i sindaci di Malnate, Venegono Inferiore e Venegono Superiore, il dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale, le rettrici dell’Università degli Studi dell’Insubria e dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC, oltre al presidente della Camera di Commercio. Il protocollo resta aperto a ulteriori adesioni, con l’intento di ampliare progressivamente la rete territoriale.

L’inclusione delle università e del sistema produttivo segnala la volontà di affrontare il tema anche sotto il profilo culturale e formativo, considerando le tecnologie digitali come strumenti da comprendere e governare, non soltanto da limitare.

Salute mentale e responsabilità collettiva

Nel suo intervento, il prefetto Pasquariello ha richiamato i dati diffusi dalle società scientifiche pediatriche, che evidenziano criticità legate all’uso precoce e non controllato dei dispositivi digitali, con possibili ricadute sulla salute mentale dei più giovani. Ansia, isolamento, alterazione del sonno e difficoltà relazionali rappresentano fenomeni sempre più osservati nei contesti clinici.

“I Patti non sono liste di divieti, ma strumenti di coordinamento educativo”, ha sottolineato il prefetto. L’intenzione è offrire ai ragazzi un contesto in cui sia possibile prendere distanza da dinamiche digitali percepite come oppressive o competitive, senza il timore di essere esclusi dal gruppo dei pari. In altre parole, costruire regole condivise che rendano socialmente accettabile una fruizione più equilibrata della tecnologia.

Il progetto dei “Patti digitali di Comunità” si inserisce in una riflessione più ampia sul rapporto tra innovazione e crescita. L’obiettivo non è demonizzare strumenti ormai parte integrante della quotidianità, bensì accompagnarne l’uso con consapevolezza, responsabilità e coerenza educativa, in un territorio che sceglie di affrontare il tema con un approccio sistemico e partecipato.

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Claudio Banfi

Content writer con esperienza in attualità, cronaca e tecnologia scrive notizie da 10 anni, amo correre