Ucraina, l’Alto Commissario UNHCR chiede solidarietà e sostegno internazionale
23/02/2026
Nel pieno di un conflitto che entra nel suo quinto anno, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Barham Salih, ha rivolto un appello alla comunità internazionale affinché mantenga alta l’attenzione e rafforzi il sostegno all’Ucraina e alla sua popolazione, ancora in attesa di una pace stabile e duratura.
La visita di Salih nel Paese si è svolta in un contesto particolarmente difficile: l’inverno più rigido registrato dall’inizio della guerra e un’intensificazione degli attacchi, in particolare contro le infrastrutture energetiche. I ripetuti bombardamenti russi hanno lasciato milioni di persone senza elettricità e riscaldamento, esponendole a temperature estreme, mentre l’escalation lungo la linea del fronte continua a provocare nuove ondate di sfollamento.
“Sono venuto in Ucraina in questo momento buio per mostrare solidarietà al suo popolo e per riaffermare il nostro impegno a stare al fianco dell’Ucraina in questo momento difficile ed oltre”, ha dichiarato Salih al termine della sua prima visita ufficiale nel Paese. “Nulla può compensare le perdite di questa guerra, ma possiamo aiutare l’Ucraina e il suo popolo a riprendersi e a ricostruire”.
Incontri nelle città in prima linea
Nel corso della missione, l’Alto Commissario ha visitato Kiev e diverse città prossime alla linea del fronte, tra cui Dnipro, Zaporizhzhia e Kharkiv. Ha incontrato famiglie le cui abitazioni sono state danneggiate da missili e bombe plananti, così come persone evacuate recentemente dalle aree più esposte ai combattimenti.
Salih ha osservato direttamente l’assistenza di emergenza fornita dall’UNHCR, sia nei luoghi colpiti dagli attacchi sia nei centri di transito per sfollati interni. Tra gli interventi prioritari figurano il supporto legale per chi ha perso i documenti – essenziale per garantire accesso a diritti e servizi – e i programmi di riparazione delle abitazioni danneggiate, che consentono a molte famiglie di restare nelle proprie case o di farvi ritorno.
“La distruzione è immensa e le storie personali di perdita sono strazianti”, ha affermato. “Nonostante ciò, gli ucraini continuano a mostrare coraggio e speranza. La loro forza deve spingerci a proteggere le vite oggi e a sostenere la ricostruzione già in corso”.
Dialogo istituzionale e obiettivi per il 2026
Durante la visita, Salih ha incontrato il presidente Volodymyr Zelenskyy, il vice primo ministro per la ricostruzione Oleksii Kuleba, il ministro degli Esteri Andrii Sybiha, il ministro delle Politiche sociali Denys Uliutin, il commissario parlamentare per i diritti umani Dmytro Lubinets e altri rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali.
Ha inoltre partecipato a incontri con la rete di ONG ucraine partner dell’UNHCR, con rappresentanti degli sfollati interni, altre agenzie ONU e membri della comunità diplomatica. L’obiettivo è rafforzare il coordinamento e garantire continuità agli interventi.
Dall’inizio dell’invasione su vasta scala, l’UNHCR ha ampliato la propria presenza in Ucraina e nei Paesi che ospitano quasi 5,9 milioni di rifugiati. Negli ultimi quattro anni, l’Agenzia e i suoi partner hanno raggiunto quasi dieci milioni di persone con forme di assistenza diretta.
Per il 2026, l’UNHCR ha lanciato un appello da 470 milioni di dollari, destinato a sostenere oltre due milioni di persone in linea con il Piano di risposta e bisogni umanitari. Un impegno che mira a garantire aiuti salvavita, supportare la ricostruzione e individuare soluzioni durature per i circa 3,7 milioni di sfollati interni nel Paese.
Articolo Precedente
Bologna, fermati in auto con cocaina: arrestati due uomini per spaccio
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to