Turismo all’aria aperta, via libera alla semplificazione: meno burocrazia per campeggi e villaggi
01/02/2026
Il turismo all’aria aperta compie un passo avanti sul terreno normativo. Il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di decreto del Presidente della Repubblica che modifica il regolamento sugli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o assoggettati a procedura semplificata, con l’obiettivo di ridurre adempimenti e tempi per un comparto che negli ultimi anni ha dimostrato capacità di attrazione, investimenti e ricadute diffuse sui territori.
Il provvedimento interviene su un nodo concreto: rendere più lineari le procedure per campeggi, villaggi turistici e strutture ricettive all’aperto, senza abbassare le tutele paesaggistiche, ma evitando duplicazioni autorizzative che spesso rallentano l’operatività e la programmazione degli operatori.
Cosa cambia per le strutture ricettive all’aperto
Nel dettaglio, il decreto introduce due novità di rilievo. La prima riguarda la collocazione di caravan, case mobili e autocaravan all’interno di aree già autorizzate sotto il profilo paesaggistico: non sarà più necessario richiedere un’ulteriore autorizzazione, purché l’area attrezzata disponga già del titolo paesaggistico. Una semplificazione che riduce passaggi ridondanti e restituisce certezza agli investimenti.
La seconda novità concerne le infrastrutture a rete e le modifiche interne alle aree attrezzate. Per interventi come l’adeguamento degli impianti o la variazione del numero e della collocazione delle piazzole, sarà possibile ricorrere a una procedura autorizzatoria semplificata. In pratica, tempi più brevi e iter più chiari, a fronte di opere che non alterano l’impianto complessivo delle strutture.
Una strategia che accompagna gli investimenti
Il via libera del Consiglio dei ministri si inserisce in una strategia più ampia di sostegno al comparto. Il Ministero del Turismo aveva già destinato 63 milioni di euro ai segmenti del turismo all’aria aperta e dei cammini, riconoscendone il ruolo nella diversificazione dell’offerta e nella valorizzazione delle aree interne.
“La semplificazione approvata consente di lavorare con maggiore efficacia per far esprimere il pieno potenziale di questa industria”, ha dichiarato la ministra Daniela Santanchè, sottolineando come l’intervento sia frutto di un lavoro in sinergia con il Ministero della Cultura. Un coordinamento che mira a coniugare sviluppo e tutela, soprattutto in contesti di pregio ambientale.
Un’opportunità per i territori, a partire dal Mezzogiorno
Il turismo all’aria aperta rappresenta una leva significativa per l’economia locale: genera occupazione stagionale e stabile, attiva filiere di servizi, intercetta una domanda internazionale attenta alla sostenibilità e alla qualità degli spazi. La riduzione degli oneri amministrativi può favorire nuovi investimenti e il rinnovamento delle strutture esistenti, con effetti particolarmente rilevanti nel Mezzogiorno, dove la disponibilità di aree naturali e paesaggi attrattivi costituisce un vantaggio competitivo.
Il decreto, ora avviato all’iter conclusivo, segna dunque un cambio di passo: meno burocrazia inutile, più capacità di programmazione per gli operatori, in un quadro che continua a presidiare il valore del paesaggio come bene comune.
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