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Transizione 5.0, Confagricoltura: dal Governo risposte positive, ora serve un piano europeo

02/04/2026

Transizione 5.0, Confagricoltura: dal Governo risposte positive, ora serve un piano europeo

Confagricoltura valuta positivamente l’esito del confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sul dossier Transizione 5.0, ma avverte che le misure nazionali, da sole, non bastano più a fronteggiare la fase che sta attraversando il sistema produttivo. A dirlo è il presidente Massimiliano Giansanti, intervenuto al termine dell’incontro con i ministri Adolfo Urso e Tommaso Foti e con il viceministro Maurizio Leo, in un passaggio che le organizzazioni di rappresentanza consideravano decisivo per ridare stabilità agli investimenti.

Il punto, per il mondo agricolo, non riguarda soltanto la disponibilità immediata delle risorse, ma la necessità di costruire una cornice più solida in cui imprese e filiere possano muoversi con maggiore prevedibilità. Giansanti ha insistito sul valore politico della convocazione del Tavolo e sulle rassicurazioni arrivate dal Governo, giudicate un segnale utile in un momento segnato da forti tensioni economiche, incertezze sui mercati e crescente difficoltà per chi produce.

Le risorse confermate e il correttivo per le domande penalizzate

Nel corso del Tavolo sono stati confermati 1,3 miliardi di euro per la misura Transizione 5.0, con l’aggiunta di ulteriori 200 milioni destinati alle imprese che avevano presentato domanda tra il 7 e il 27 novembre 2025 e che, in seguito alla pubblicazione del decreto-legge fiscale, avevano subito una riduzione significativa del credito d’imposta. Si tratta di un correttivo rilevante, pensato per intervenire su una criticità che aveva creato forte preoccupazione tra gli operatori economici.

Per Confagricoltura, il valore di questa decisione sta soprattutto nella volontà di ricostruire fiducia attorno a uno strumento che, senza una dote certa e regole stabili, rischiava di perdere efficacia proprio nella fase in cui molte imprese stanno valutando investimenti legati all’innovazione, all’efficienza e all’ammodernamento dei processi produttivi.

Iperammortamento, più risorse ma platea limitata in agricoltura

Un secondo capitolo ha riguardato la misura sull’iperammortamento prevista dalla legge di bilancio, per la quale è stato annunciato un incremento della dotazione pari a 1,4 miliardi di euro. Nel comparto agricolo, però, il beneficio riguarda esclusivamente le società agricole con reddito di impresa, un aspetto che delimita il perimetro applicativo dello strumento e che sarà osservato con attenzione dalle organizzazioni di settore.

Anche su questo fronte, il tema centrale resta la capacità delle misure di trasformarsi rapidamente in opportunità concrete. Le imprese, soprattutto quelle esposte a margini ridotti e a una forte volatilità dei costi, hanno bisogno di strumenti operativi, leggibili e compatibili con tempi decisionali sempre più compressi. Ogni ritardo, in una fase simile, rischia di tradursi in rinvii, prudenza e minore propensione agli investimenti.

La richiesta di un intervento europeo per la crisi del settore primario

Nel suo intervento al Tavolo, Giansanti ha richiamato con forza la condizione del settore primario, descritto come immerso in una vera stagione di poli-crisi. Il riferimento è a un insieme di fattori che si sommano e si rafforzano a vicenda: fragilità geopolitiche, aumento dei costi, instabilità dei mercati, pressione competitiva e necessità di continuare a garantire gli approvvigionamenti. Per questa ragione, secondo Confagricoltura, una risposta pienamente efficace non può fermarsi al livello nazionale.

La richiesta rivolta ai ministri è chiara: aprire una fase di iniziativa che coinvolga direttamente l’Unione europea, con misure più incisive e coordinate. L’obiettivo è duplice. Da una parte sostenere le imprese che devono continuare a produrre in un contesto assai complesso; dall’altra dare un segnale anche ai consumatori, perché la tenuta delle filiere agricole incide sulla disponibilità dei prodotti, sui prezzi e sulla sicurezza degli approvvigionamenti.

Il giudizio espresso da Confagricoltura resta dunque favorevole, ma accompagnato da una richiesta di respiro più ampio: mettere in sicurezza gli investimenti oggi è un passaggio necessario, mentre la vera sfida, per il comparto agricolo, si gioca sulla capacità di costruire una risposta economica e politica all’altezza della pressione che sta investendo l’intero sistema produttivo europeo.

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Claudio Banfi

Content writer con esperienza in attualità, cronaca e tecnologia scrive notizie da 10 anni, amo correre