Caricamento...

Città 365 Logo Città 365

Tajani: “Basta missili e droni nel Golfo”. L’Italia chiede dialogo e stabilità nella regione

09/03/2026

Tajani: “Basta missili e droni nel Golfo”. L’Italia chiede dialogo e stabilità nella regione

L’escalation militare nella regione del Golfo continua a suscitare forte preoccupazione anche a livello diplomatico. L’Italia segue con attenzione l’evoluzione della crisi e ribadisce la necessità di fermare gli attacchi e riaprire uno spazio di confronto politico.

È quanto ha dichiarato il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani in un’intervista rilasciata a Sky News Arabia, nella quale ha sottolineato la crescente tensione nell’area e la necessità di interrompere immediatamente le operazioni militari.

«Seguiamo con grande preoccupazione l’escalation nella regione del Golfo e comprendiamo pienamente l’apprensione dei Paesi dell’area, ai quali abbiamo espresso e continuiamo a esprimere la nostra solidarietà. Basta missili, basta droni», ha affermato il ministro.

Centomila italiani nell’area del Golfo

Nel corso dell’intervista Tajani ha ricordato la forte presenza della comunità italiana nei Paesi coinvolti o vicini al conflitto. Nell’area del Golfo vivono circa 100.000 cittadini italiani, molti dei quali negli Emirati Arabi Uniti.

Il ministro ha ringraziato le autorità emiratine per la collaborazione e il sostegno assicurato alla comunità italiana durante i momenti più delicati legati agli attacchi.

«Ringrazio gli Emirati per il sostegno assicurato alla comunità italiana e per la collaborazione nel garantire assistenza ai nostri connazionali», ha spiegato Tajani, evidenziando il rapporto di cooperazione tra Roma e i Paesi del Golfo.

Italia pronta a sostenere la sicurezza dei partner

Il titolare della Farnesina ha ribadito la forte amicizia che lega l’Italia ai Paesi dell’area e la disponibilità del governo italiano a contribuire alla sicurezza regionale.

«Abbiamo risposto prontamente alle richieste di alcuni Paesi del Golfo, compresi gli Emirati, di avere aiuto per la difesa dei cieli. Abbiamo informato il Parlamento della nostra intenzione di fornire assistenza anche attraverso strumenti militari», ha dichiarato Tajani.

L’obiettivo, ha spiegato il ministro, è proteggere i partner dell’Italia e garantire la sicurezza dei cittadini e dei militari italiani presenti nella regione.

La posizione italiana: diplomazia e soluzione negoziale

Nonostante la disponibilità a collaborare sul piano della sicurezza, la posizione italiana resta chiaramente orientata verso la via diplomatica.

«Siamo sempre dalla parte della pace, del dialogo politico e delle soluzioni negoziali, non dell’uso delle armi. L’Italia si è sempre spesa a favore della via negoziale», ha sottolineato Tajani.

Secondo il ministro, la priorità deve essere quella di entrare rapidamente in una nuova fase in cui tornino centrali la diplomazia e il confronto politico.

La posizione europea sulla crisi

Durante l’intervista Tajani ha richiamato anche la posizione condivisa a livello europeo. L’Unione Europea ha condannato gli attacchi e ha definito una linea comune insieme ai Paesi del Golfo.

«C’è un documento sottoscritto dai 27 e dai Paesi del Golfo, quindi esiste una posizione comune. L’Europa lavora per la pace», ha spiegato il ministro.

Il capo della diplomazia italiana ha ribadito inoltre il sostegno europeo alla soluzione dei due popoli e due Stati per il conflitto israelo-palestinese, sottolineando l’opposizione dell’Unione Europea sia all’annessione di territori della Cisgiordania da parte di Israele sia alla possibilità che l’Iran sviluppi un’arma nucleare.

Sicurezza europea e tensioni energetiche

Tajani ha affrontato anche il tema della sicurezza europea e delle possibili ripercussioni della crisi. Rispondendo a una domanda su un eventuale attacco all’Europa, il ministro ha espresso una posizione netta.

«Mi auguro che questo non accada mai, sarebbe inaccettabile. Abbiamo fatto capire che Cipro non deve mai più essere attaccata», ha dichiarato, ricordando l’invio di navi militari europee nel Mediterraneo orientale.

La crisi potrebbe inoltre avere conseguenze sul piano energetico. Secondo Tajani, al momento si registrano soprattutto dinamiche speculative sui mercati.

«Le ripercussioni potrebbero esserci tra un mese, al momento ci sono solo speculazioni internazionali per far aumentare il prezzo del gas e del petrolio», ha osservato.

Il ministro ha infine sottolineato l’importanza strategica dello Stretto di Hormuz, uno dei principali corridoi per il trasporto mondiale di petrolio, auspicando che resti aperto al traffico commerciale per evitare nuove tensioni sui mercati energetici.

L’appello finale: fermare gli attacchi

Concludendo l’intervista, Tajani ha ribadito l’auspicio che il conflitto possa concludersi rapidamente e che si torni a un percorso di dialogo.

«Vogliamo la pace e la stabilità», ha dichiarato, lanciando un messaggio diretto all’Iran: «Basta missili, basta droni».

Elena Scopece Avatar
Elena Scopece

Laureata in Psicologia, ama scrivere articoli di filosofia, salute e benessere. Amante dei viaggi in solitaria.