Sulle piste di Cortina più controlli, meno incidenti: le sanzioni crescono e la sicurezza migliora
09/04/2026
Più controlli, più sanzioni e meno incidenti. I dati diffusi dai Carabinieri di Cortina d’Ampezzo sulla stagione invernale appena conclusa consegnano una fotografia che merita attenzione, perché mostra con una certa chiarezza come l’attività di vigilanza sulle piste possa incidere in modo concreto sulla sicurezza degli sciatori. L’analisi riguarda i comprensori di Cortina, Arabba, Alleghe e Padola e mette in relazione il rafforzamento delle verifiche con la riduzione degli interventi e, soprattutto, con il calo degli scontri tra utenti sulle piste.
Il dato di fondo è piuttosto netto: laddove sono aumentate le contestazioni per eccesso di velocità, mancate precedenze, assenza dell’assicurazione obbligatoria o mancato utilizzo del casco, il numero complessivo degli incidenti è sceso. Non è una conclusione automatica, ma una tendenza che i numeri rendono difficile ignorare. In montagna, dove spesso si tende a considerare la sicurezza come una questione affidata soprattutto all’esperienza individuale, emerge invece il peso di un presidio costante, capace di correggere comportamenti pericolosi prima che si traducano in collisioni o soccorsi.
A Cortina e Arabba meno incidenti nonostante l’alta affluenza
Nel comprensorio di Cortina d’Ampezzo, in particolare nelle aree del Faloria e del Cristallo, tra le più frequentate della stagione, le sanzioni sono aumentate del 133%. A questo incremento ha corrisposto una diminuzione complessiva degli interventi del 15% e, dato ancora più significativo, una riduzione degli scontri tra sciatori scesi a nove episodi, con un calo del 25%. È un risultato che pesa soprattutto perché arriva in uno dei poli sciistici più esposti alla pressione turistica e ai flussi più intensi.
Anche ad Arabba il rafforzamento dei controlli ha prodotto effetti visibili. Qui le sanzioni sono cresciute del 156%, mentre gli incidenti hanno fatto segnare una flessione del 22,5%. Numeri che suggeriscono una lettura precisa: il rispetto delle regole in pista, quando viene verificato con continuità, non ha soltanto una funzione repressiva, ma agisce anche come deterrente e come fattore di prevenzione. Il punto non è punire di più, ma ridurre il margine di leggerezza con cui molti utenti affrontano velocità, precedenze e dispositivi obbligatori.
Ad Alleghe impennata delle multe, ma il problema resta l’eccesso di confidenza
Il dato più marcato sul piano sanzionatorio arriva da Alleghe, dove i verbali elevati dai carabinieri sono aumentati addirittura del 266%. In un contesto di alta affluenza, questo rafforzamento dei controlli ha consentito di contenere i rischi legati soprattutto alla velocità, che continua a essere una delle principali variabili di esposizione al pericolo. È il segnale di una stagione in cui la presenza sulle piste delle forze dell’ordine ha funzionato da elemento di equilibrio, in un ambiente dove l’errore individuale può avere conseguenze immediate e serie.
Ma l’aspetto forse più interessante dell’analisi non riguarda soltanto il numero degli incidenti, quanto la loro natura. Nella grande maggioranza dei casi, infatti, non si tratta di scontri tra sciatori, bensì di incidenti autonomi o malori. A Cortina questi casi rappresentano il 93,2% del totale degli interventi, ad Arabba l’86,6%, ad Alleghe l’85%. È una proporzione che sposta il discorso dalla sola convivenza sulle piste al rapporto, più delicato, tra capacità reali dello sciatore e percezione di sé.
Materiali più performanti, ma tecnica e preparazione restano decisive
Secondo il maggiore Alessandro Bui, comandante della compagnia di Cortina, alla base di molti incidenti autonomi c’è una sopravvalutazione delle proprie possibilità, favorita anche dall’evoluzione dell’attrezzatura. Gli sci e i materiali di nuova generazione offrono maggiore stabilità, precisione e facilità di conduzione, ma possono trasmettere un’impressione ingannevole di controllo. La tecnologia, in altre parole, rende più accessibile la velocità, senza però compensare eventuali carenze di tecnica o di preparazione atletica.
È qui che i dati di fine stagione assumono un significato più profondo. Le multe aumentate non raccontano soltanto un’attività repressiva più intensa, ma segnalano un tentativo di rimettere al centro una cultura della responsabilità individuale. Sciare meglio non significa soltanto avere attrezzature più evolute o piste perfettamente preparate. Significa sapere leggere il proprio livello, dosare la velocità, rispettare le regole e capire che la montagna, anche quando appare addomesticata dall’organizzazione turistica, continua a chiedere misura. La stagione che si chiude nei comprensori bellunesi lascia proprio questo insegnamento: la sicurezza cresce quando il controllo c’è, ma soprattutto quando si riduce la distanza tra ciò che uno sciatore pensa di saper fare e ciò che sa davvero gestire.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to