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Servizio idrico, CAP e Alfa fanno rete: un modello lombardo tra autonomia e integrazione

25/02/2026

Servizio idrico, CAP e Alfa fanno rete: un modello lombardo tra autonomia e integrazione

C’è una parola che ricorre con insistenza nelle strategie regionali sul servizio idrico: aggregazione. Non come fusione forzata, ma come costruzione di relazioni industriali capaci di rafforzare efficienza, innovazione e capacità di investimento. Il contratto di rete tra Gruppo CAP e Alfa, gestori pubblici rispettivamente della Città metropolitana di Milano e della Provincia di Varese, si inserisce in questo quadro come esperienza già consolidata e operativa.

L’indirizzo politico è chiaro: il Programma Regionale di Sviluppo Sostenibile (PRSS) della XII Legislatura indica tra le priorità il completamento delle gestioni uniche d’ambito e il superamento delle residuali gestioni “in economia”, mentre la Relazione biennale sullo stato del Servizio Idrico Integrato monitora il livello di aggregazione e l’avanzamento dei gestori unici. Il contratto di rete tra CAP e Alfa anticipa questa traiettoria, dimostrando che cooperare non significa rinunciare alla propria identità territoriale.

Un’alleanza industriale senza perdita di autonomia

Il modello consente alle due aziende di mantenere piena autonomia gestionale, condividendo però competenze tecniche, risorse specialistiche e progettualità strategiche. In pratica, una cooperazione selettiva: si mettono in comune strumenti e know-how dove questo genera valore, lasciando intatte governance e responsabilità locali.

Secondo Yuri Santagostino, presidente esecutivo di Gruppo CAP, il contratto di rete rappresenta uno strumento strategico per “fare sistema” senza snaturare le singole realtà. Un approccio che punta a una visione industriale condivisa, orientata alla sostenibilità e all’innovazione. Marco Cavallin, amministratore delegato di Alfa, richiama invece il contesto climatico e normativo in rapida evoluzione: la collaborazione tra gestori diventa una responsabilità oltre che una scelta strategica.

Digitalizzazione, appalti e laboratori: i pilastri operativi

La rete si è sviluppata in ambiti concreti. Sul fronte IT e business development, Alfa ha potuto adottare la mappa applicativa enterprise già collaudata da CAP, evitando un percorso di sviluppo ex novo che avrebbe richiesto anni. La gestione congiunta degli approvvigionamenti informatici – hardware e software – ha prodotto economie di scala e una maggiore velocità di rilascio delle soluzioni.

Nel settore appalti, l’aggregazione delle gare e la condivisione di modelli operativi hanno rafforzato qualità, specializzazione e trasparenza, con effetti anche sulla competitività delle procedure.

Un capitolo rilevante riguarda i laboratori di ricerca e sviluppo, organizzati in una rete integrata che valorizza competenze specialistiche e standard elevati di servizio. Sul piano ambientale, la contaminazione tra l’esperienza di CAP nel drenaggio urbano sostenibile e quella di Alfa nella fitodepurazione ha favorito soluzioni orientate alla resilienza territoriale e all’adattamento climatico.

Infine, il fronte energy: partnership pubblico-privata per la decarbonizzazione del servizio idrico e la produzione di energia da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di rendere il sistema più autonomo e sostenibile.

Il contratto di rete tra CAP e Alfa mostra come le aziende pubbliche possano interpretare un ruolo industriale evoluto, capace di coniugare radicamento locale e visione sistemica, in linea con le strategie regionali e nazionali sul servizio idrico integrato.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to