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Serramanna, droga nascosta nel muro di una casa abbandonata: arrestato un 22enne

18/03/2026

Serramanna, droga nascosta nel muro di una casa abbandonata: arrestato un 22enne

Un nascondiglio ricavato nella muratura di un’abitazione disabitata, trasformata in punto di appoggio per lo spaccio al dettaglio. È questo lo scenario che ha portato all’arresto di un 22enne a Serramanna, nel Sud Sardegna, al termine di un’attività investigativa condotta dai carabinieri della Compagnia di Sanluri con il supporto delle stazioni di Serrenti e Barumini.

L’intervento è maturato nella notte, dopo settimane di osservazione discreta che avevano fatto emergere movimenti sospetti attorno a un immobile abbandonato nel centro cittadino. Un flusso costante di persone, spesso a bordo di biciclette elettriche e monopattini, aveva attirato l’attenzione degli investigatori, suggerendo l’ipotesi di una base logistica utilizzata per lo stoccaggio della droga.

Appostamenti e monitoraggio: l’intuizione degli investigatori

Il comportamento anomalo registrato nei pressi dell’abitazione ha portato i militari a organizzare servizi mirati di osservazione, inserendosi nel contesto urbano senza destare sospetti. L’obiettivo era verificare se quel punto potesse effettivamente essere utilizzato come deposito per sostanze stupefacenti destinate alla vendita.

L’intuizione si è concretizzata quando, durante uno di questi appostamenti, i carabinieri hanno notato il giovane arrivare in sella a una e-bike e dirigersi con decisione verso il muro perimetrale della casa. In pochi istanti, l’uomo ha recuperato un involucro nascosto all’interno di una cavità ricavata nella struttura.

A quel punto è scattato l’intervento: i militari lo hanno bloccato prima che potesse allontanarsi, interrompendo quella che appariva come una fase operativa dello spaccio.

Il nascondiglio nel muro e il sequestro della cocaina

Il pacchetto appena estratto è stato immediatamente controllato, rivelando la presenza di circa 15 grammi di cocaina. La modalità di occultamento, semplice ma efficace, consentiva di mantenere la sostanza lontana dall’abitazione del sospettato e di ridurre il rischio di sequestri diretti in caso di controlli.

L’utilizzo di edifici dismessi o spazi urbani marginali come depositi temporanei rappresenta una strategia sempre più frequente nelle attività di spaccio di piccola scala, dove la flessibilità e la rapidità degli spostamenti diventano elementi centrali.

Un modello di spaccio diffuso e adattabile

L’episodio evidenzia una modalità operativa che si adatta al contesto urbano, sfruttando luoghi apparentemente anonimi per organizzare la distribuzione al dettaglio. Il continuo passaggio di clienti e l’uso di mezzi leggeri, come biciclette elettriche e monopattini, contribuiscono a rendere più difficile l’individuazione immediata dell’attività.

L’arresto del giovane, già noto alle forze dell’ordine, si inserisce in un’attività più ampia di controllo del territorio e contrasto allo spaccio nelle aree urbane di dimensioni contenute, dove fenomeni di questo tipo possono radicarsi con rapidità.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: per l’indagato resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile.

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Claudio Banfi

Content writer con esperienza in attualità, cronaca e tecnologia scrive notizie da 10 anni, amo correre