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Serra indoor allacciata abusivamente alla rete: arresto ad Alcamo per droga ed energia rubata

30/01/2026

Serra indoor allacciata abusivamente alla rete: arresto ad Alcamo per droga ed energia rubata

La coltivazione di marijuana non avveniva in un capannone isolato né in una zona impervia, ma all’interno di un’abitazione estiva apparentemente ordinaria, trasformata in una serra indoor alimentata illegalmente dalla rete elettrica pubblica. È quanto hanno scoperto i Carabinieri nel corso di un’operazione ad Alcamo, nel Trapanese, che ha portato all’arresto di un uomo di 43 anni, originario di Palermo.

L’intervento è scattato durante una perquisizione domiciliare mirata. All’interno dell’immobile i militari si sono trovati di fronte a un impianto strutturato nei dettagli: una vera e propria coltivazione intensiva di cannabis, organizzata per garantire una crescita costante e controllata delle piante, in un ambiente chiuso e schermato dall’esterno.

Una coltivazione intensiva nascosta in casa

Nel corso delle verifiche sono state rinvenute 133 piante di cannabis indica, con altezze comprese tra i 60 centimetri e il metro. Le piante erano disposte in modo ordinato e illuminate da potenti lampade professionali, lasciate accese senza interruzioni, giorno e notte, per simulare condizioni climatiche favorevoli e accelerare il ciclo di crescita.

Proprio l’elevato fabbisogno energetico dell’impianto ha attirato l’attenzione degli investigatori, che hanno deciso di estendere gli accertamenti al sistema elettrico dell’abitazione. Le successive verifiche sul contatore e sui consumi hanno chiarito il quadro: l’intero immobile risultava allacciato abusivamente alla rete elettrica pubblica, con un bypass che consentiva di alimentare la serra senza alcuna registrazione dei consumi.

Furto di energia e danni alla collettività

L’allaccio illecito non rappresenta soltanto un’aggravante penale, ma anche un rischio concreto per la sicurezza. Impianti di questo tipo, sovraccaricati e privi di protezioni adeguate, possono causare cortocircuiti, incendi e interruzioni del servizio, con potenziali conseguenze per l’intera rete. Per questo motivo, accanto all’accusa di coltivazione di sostanze stupefacenti, all’uomo viene contestato anche il reato di furto aggravato di energia elettrica.

Dopo l’arresto, il 43enne è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria. A seguito della convalida, il giudice ha disposto nei suoi confronti la misura degli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico. Tutte le piante rinvenute sono state estirpate e distrutte secondo le procedure previste.

Accertamenti ancora in corso

Parallelamente all’indagine penale, sono in corso approfondimenti tecnici da parte di personale specializzato per quantificare con precisione l’energia elettrica sottratta nel tempo alla rete pubblica. Un dato che sarà determinante sia ai fini del procedimento giudiziario sia per la valutazione del danno economico arrecato.

L’operazione conferma come le coltivazioni indoor, sempre più sofisticate, continuino a rappresentare una delle modalità principali di produzione di stupefacenti sul territorio, spesso accompagnate da reati collaterali che incidono sulla sicurezza e sui servizi collettivi. Anche in questo caso, la rapidità dell’intervento ha consentito di interrompere un’attività strutturata e potenzialmente pericolosa.

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Claudio Banfi

Content writer con esperienza in attualità, cronaca e tecnologia scrive notizie da 10 anni, amo correre