Roma ospita il primo Convegno nazionale sul recupero della fauna selvatica: focus su centri di soccorso, norme e rete istituzionale
07/04/2026
Roma si prepara a ospitare un appuntamento destinato a segnare un passaggio importante nel dibattito sul soccorso degli animali selvatici in Italia. Venerdì 10 aprile 2026, al Centro convegni di Villa Palestro, si terrà il Primo Convegno nazionale sul recupero della fauna selvatica, promosso da Lipu e WWF Italia. L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: aprire un confronto strutturato sul ruolo dei centri di recupero della fauna selvatica, in una fase in cui il settore sta attraversando cambiamenti rilevanti sul piano normativo e organizzativo. L’evento risulta già sold out, con possibilità di iscrizione in lista d’attesa tramite l’indirizzo dedicato indicato dagli organizzatori.
Il convegno arriva in un momento nel quale il tema del recupero degli animali selvatici ha assunto un peso crescente, sia per la pressione esercitata sulle strutture che operano sul territorio, sia per l’impatto dei recenti decreti legislativi 134, 135 e 136 del 2022, che stanno ridefinendo competenze, procedure e modelli di gestione legati al soccorso e alla presa in carico della fauna. Proprio da qui parte il senso della giornata: fare il punto sul sistema esistente, evidenziarne criticità e potenzialità, e provare a delineare una prospettiva nazionale più coerente, efficace e sostenibile.
Una giornata di lavoro tra aspetti sanitari, conservazione e organizzazione del sistema
Il programma prevede l’apertura istituzionale alle 9.30, dopo l’accoglienza dei partecipanti, con i saluti del moderatore Marco Galaverni per WWF Italia, dei presidenti di Lipu e WWF, del generale Giorgio Maria Borrelli del Raggruppamento CITES e, secondo il programma provvisorio, anche di ISPRA. La prima sessione entrerà subito nel merito della grande questione del soccorso e del recupero della fauna selvatica in Italia, con un inquadramento generale del sistema e un aggiornamento tecnico sulle misure previste dai nuovi decreti legislativi. Tra i relatori figurano Laura Silva, Elisabetta Erba, Sandro Mazzariol e Claudia Gili, a conferma di un approccio che intreccia competenze associative, universitarie e tecnico-scientifiche.
Nella seconda parte della mattinata il confronto si allargherà a temi specifici che restituiscono bene la complessità del settore. Si parlerà del ruolo dei centri di recupero come presidi sanitari, del loro valore nella raccolta di informazioni sui reati contro gli animali, del contributo alla conservazione delle specie e delle peculiarità che caratterizzano i centri attivi nelle aree protette o dedicati al recupero della fauna eteroterma, come le tartarughe marine. È un’impostazione che mostra come questi centri non rappresentino soltanto luoghi di primo soccorso, ma snodi sensibili per la tutela della biodiversità, il monitoraggio ambientale e la connessione tra sanità pubblica e politiche di conservazione.
Il nodo delle Regioni e la prospettiva di un sistema nazionale
Nel pomeriggio il convegno affronterà il quadro regionale del recupero della fauna selvatica, con interventi previsti da Emilia-Romagna, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Toscana. La scelta di dedicare una sessione specifica alle Regioni non è secondaria: la gestione del soccorso e del recupero degli animali selvatici, in Italia, presenta infatti differenze territoriali che incidono su risorse, procedure, organizzazione dei servizi e rapporti tra enti pubblici e realtà del volontariato o dell’associazionismo. Portare queste esperienze allo stesso tavolo significa provare a leggere il sistema non per frammenti, ma come una rete che ha bisogno di criteri condivisi e di maggiore uniformità.
La parte forse più attesa della giornata sarà la tavola rotonda dedicata alla costruzione di un sistema nazionale del soccorso e del recupero della fauna selvatica. Sono annunciati, tra gli altri, rappresentanti del Ministero della Salute, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, della Conferenza delle Regioni, di ISPRA e del mondo veterinario. È qui che il convegno prova a fare un passo ulteriore: non limitarsi all’analisi dello stato dell’arte, ma mettere intorno allo stesso tavolo gli attori istituzionali chiamati a incidere davvero sulle regole, sulle risorse e sugli standard operativi.
Il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, della Società Italiana di Ecopatologia della Fauna e della Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani conferisce ulteriore peso all’iniziativa. Più che un semplice appuntamento tecnico, il convegno si presenta come un momento di snodo per un settore che chiede riconoscimento, coordinamento e strumenti adeguati. In un Paese nel quale il rapporto tra tutela della fauna, norme sanitarie, biodiversità e gestione del territorio è diventato sempre più delicato, il confronto avviato a Roma potrebbe segnare l’inizio di una fase nuova, più matura e finalmente organica.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to