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Ricongiunzione dei contributi per i professionisti: cosa cambia dal 9 febbraio 2026

10/02/2026

Ricongiunzione dei contributi per i professionisti: cosa cambia dal 9 febbraio 2026

Per molti professionisti italiani si apre una possibilità attesa da anni: ricomporre carriere previdenziali frammentate tra gestione separata Inps e casse professionali. Con la circolare n. 15/2026, pubblicata il 9 febbraio 2026, l’INPS ha definito in modo organico le modalità di ricongiunzione dei contributi, introducendo uno strumento che consente di costruire un’unica pensione coerente con l’intero percorso lavorativo, anche quando questo si è sviluppato attraverso forme di lavoro diverse.

La novità riguarda una platea ampia di lavoratori autonomi e professionisti che, nel corso della propria attività, hanno alternato incarichi soggetti alla gestione separata Inps e periodi coperti da una cassa professionale. A partire dalle nuove regole, sarà possibile scegliere se ricongiungere i contributi “in entrata” verso la gestione separata oppure “in uscita”, trasferendo i contributi Inps verso la cassa di iscrizione.

Le opzioni di ricongiunzione e i limiti previsti

Il meccanismo introdotto consente dunque una doppia direzione, ma non senza vincoli. La gestione separata Inps mantiene la propria natura integralmente contributiva e questo principio incide in modo diretto sulle possibilità di accesso. Non sono ammesse, infatti, le domande di ricongiunzione in entrata verso la gestione separata per chi possiede periodi contributivi anteriori al 1° aprile 1996, data in cui è stato istituito l’obbligo contributivo per tale gestione.

Un altro elemento rilevante riguarda l’impossibilità di presentare domande parziali. La ricongiunzione dovrà interessare la totalità dei contributi maturati presso le altre casse previdenziali coinvolte, impedendo selezioni mirate o operazioni di convenienza su singoli periodi. Una scelta che punta a garantire coerenza attuariale e trasparenza del sistema, ma che richiede valutazioni accurate da parte dei professionisti interessati.

Costi, effetti e immediata operatività

La ricongiunzione, come chiarito dalla circolare Inps, è onerosa e produce effetti retroattivi. L’onere economico è interamente a carico dell’interessato e viene calcolato applicando l’aliquota IVS vigente alla retribuzione degli ultimi dodici mesi. Per il 2025, ad esempio, l’aliquota è fissata al 33% per i collaboratori esclusivi. Si tratta quindi di una decisione che ha un impatto finanziario significativo e che va ponderata anche in relazione alle prospettive pensionistiche future.

Le nuove disposizioni sono immediatamente operative: si applicano non solo alle domande presentate dal 9 febbraio 2026 in poi, ma anche ai ricorsi e alle istanze già pendenti e non ancora definite alla data di pubblicazione della circolare. Questo aspetto amplia ulteriormente la portata dell’intervento e rende attuale il tema per chi è già coinvolto in procedimenti previdenziali in corso.

Un segnale politico verso le carriere discontinue

Sul piano istituzionale, la misura viene letta come un passo verso un sistema previdenziale più aderente alla realtà del lavoro contemporaneo. La Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone ha sottolineato come la ricongiunzione consenta di valorizzare ogni esperienza contributiva, accompagnando soprattutto i professionisti più giovani nella costruzione di una pensione che rifletta fedelmente la loro storia lavorativa, senza penalizzazioni dovute alla frammentazione dei percorsi.

In un mercato del lavoro sempre più caratterizzato da transizioni, collaborazioni e attività ibride, la possibilità di ricomporre i contributi rappresenta uno strumento di equilibrio. Non elimina le complessità del sistema previdenziale, ma offre una risposta concreta a chi, negli anni, ha costruito la propria professionalità attraversando regimi diversi e ora chiede certezze sul futuro pensionistico.

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Elena Scopece

Laureata in Psicologia, ama scrivere articoli di filosofia, salute e benessere. Amante dei viaggi in solitaria.