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Quarticciolo, blitz a tenaglia contro lo spaccio: 13 arresti e 800 dosi sequestrate

27/01/2026

Quarticciolo, blitz a tenaglia contro lo spaccio: 13 arresti e 800 dosi sequestrate

Un’intera giornata di controlli serrati, dalla mattina fino a tarda sera, con una modalità operativa che punta a tagliare le vie di fuga e a disarticolare le “piazze” più battute. Al Quarticciolo i Carabinieri della Compagnia Roma Casilina, affiancati dai paracadutisti del 1° Reggimento “Tuscania”, hanno condotto una serie di blitz consecutivi costruiti sulla chiusura a tenaglia dei principali accessi ai punti ritenuti sensibili. L’obiettivo dichiarato è il contrasto a illegalità e degrado, in linea con le direttive indicate in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e nel perimetro di un’azione condivisa con la Prefettura.

Il bilancio dell’attività, svolta d’intesa con la Procura della Repubblica di Roma, parla di 13 arresti in flagranza: 2 italiani e 11 cittadini stranieri (dell’area centro e nord-africana), tutti con precedenti, gravemente indiziati di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Sequestrate circa 800 dosi tra cocaina e crack, oltre a più di 2.000 euro in banconote di piccolo taglio, ritenuti provento dell’attività illecita.

Il dispositivo: blocchi agli accessi e interventi a ripetizione per interrompere le “piazze”

Il Quarticciolo è un quartiere dove le dinamiche dello spaccio, quando diventano sistemiche, tendono a sfruttare la conformazione dei lotti condominiali e degli spazi comuni: cortili, passaggi interni, aree verdi, punti ciechi. Il dispositivo messo in campo mira proprio a questo: impedire la dispersione rapida delle persone e della sostanza, chiudendo gli accessi e costringendo chi tenta la fuga a percorsi più prevedibili.

La presenza dei paracadutisti del “Tuscania” segnala una scelta di intensità operativa e di presidio: interventi rapidi, ripetuti e concentrati, pensati per incidere su un contesto in cui lo spaccio si alimenta anche di abitudini consolidate e di una rete di micro-nascondigli che può rendere più complesso il recupero della droga.

Dosi tra siepi, arbusti e un’edicola chiusa: i nascondigli e il recupero della sostanza

Un dato che emerge con forza è la modalità di occultamento. Le dosi sono state recuperate sia nella disponibilità diretta degli indagati, sia dopo essere state lanciate durante i tentativi di fuga, sia in nascondigli ricavati tra i lotti condominiali. I Carabinieri riferiscono di aver rinvenuto sostanza in un’edicola chiusa, a quanto risulta all’insaputa del gestore, oltre che tra siepi e persino sui rami di arbusti nelle aree comuni.

Sono dettagli che raccontano due aspetti: la capacità di adattamento delle reti di spaccio, che frammentano la merce in punti diversi per ridurre il rischio di perdere tutto in un solo sequestro; e l’impatto sul quartiere, perché l’uso di spazi collettivi come “depositi” trascina dentro il problema anche chi non c’entra, trasformando luoghi ordinari in strumenti di un’economia illegale.

L’attività, fanno sapere i militari, proseguirà nelle prossime settimane all’interno di un dispositivo più ampio di controllo del territorio, con l’obiettivo di aumentare sicurezza e legalità nelle periferie della Capitale. Resta ferma una precisazione necessaria: i procedimenti sono nella fase delle indagini preliminari e, per legge, gli indagati devono essere considerati innocenti fino a eventuale accertamento definitivo di colpevolezza.

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Claudio Banfi

Content writer con esperienza in attualità, cronaca e tecnologia scrive notizie da 10 anni, amo correre