Processo di Roma, via libera a 13 progetti su migrazioni, sviluppo e clima
28/01/2026
Si rafforza il percorso avviato dall’Italia sul fronte della cooperazione internazionale e della gestione dei flussi migratori. Nell’ambito dei seguiti della Conferenza su Sviluppo e Migrazioni, presieduta a Roma nel luglio 2023 dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si è riunito lo Steering Committee del Processo di Roma, chiamato a valutare e approvare una prima tranche di iniziative operative. Il Comitato ha dato il via libera a 13 progetti selezionati dai tre Gruppi di Lavoro tematici dedicati a migrazioni e sicurezza, economia e sviluppo, clima ed energia.
La riunione rappresenta un passaggio concreto da una fase di indirizzo politico a una di attuazione, segnando l’ingresso del Processo di Roma in una dimensione più marcatamente operativa. L’obiettivo resta quello di affrontare il fenomeno migratorio con una visione strutturale, capace di intervenire sulle cause profonde e non soltanto sugli effetti.
Un approccio integrato alle migrazioni
Il Processo di Roma si fonda su un’impostazione olistica e cooperativa, che coinvolge in modo coordinato Paesi di origine, di transito e di destinazione. Al centro vi è la consapevolezza che le migrazioni siano un fenomeno complesso, legato a fattori economici, climatici, demografici e di sicurezza, e che richieda risposte articolate e condivise.
I progetti approvati intervengono su ambiti strategici: dalla produzione e distribuzione di energia alla formazione professionale, dallo sviluppo di filiere agricole sostenibili al rafforzamento delle capacità di gestione dei flussi migratori, fino al sostegno alla resilienza delle comunità locali. Un’attenzione particolare è riservata alla protezione dei migranti e dei rifugiati più vulnerabili lungo le rotte migratorie e al contrasto delle reti di sfruttamento, in un’ottica che coniuga sicurezza, diritti e sviluppo.
I criteri di selezione e il legame con il Piano Mattei
Le iniziative approvate sono state selezionate sulla base di criteri stringenti: il livello di maturità progettuale, il consenso espresso dai Paesi beneficiari e la capacità di attrarre risorse finanziarie aggiuntive. Un’impostazione coerente con i principi del Piano Mattei, che punta a valorizzare partenariati paritari e progetti sostenibili nel tempo, evitando interventi frammentati o meramente assistenziali.
Nel corso della riunione, presieduta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e aperta dall’intervento del Vice Segretario Generale vicario, Amb. Lo Cascio, è stato ribadito il ruolo centrale degli strumenti finanziari a supporto delle iniziative.
La Rome Process Mattei Plan Financing Facility
Un elemento chiave emerso dal confronto è la Rome Process Mattei Plan Financing Facility, istituita dall’Italia insieme alla Banca Africana di Sviluppo e agli Emirati Arabi Uniti. Questo meccanismo di cofinanziamento è pensato per accompagnare i progetti approvati, rafforzandone la sostenibilità economica e la capacità di produrre impatti misurabili sui territori interessati.
Il via libera ai primi 13 progetti segna dunque un momento significativo per il Processo di Roma, che si propone come piattaforma stabile di dialogo e azione tra Europa, Africa e Paesi partner. La sfida, ora, sarà trasformare le linee strategiche in risultati concreti, capaci di incidere sulle dinamiche migratorie attraverso sviluppo, cooperazione e responsabilità condivisa.
Laureata in Psicologia, ama scrivere articoli di filosofia, salute e benessere. Amante dei viaggi in solitaria.