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Prevenzione antimafia: prevenzione e indagini a confronto a Cremona

09/02/2026

Prevenzione antimafia: prevenzione e indagini a confronto a Cremona

Si è svolto oggi, nell’Aula Magna del Campus “Santa Monica” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il convegno dal titolo “Prevenzione amministrativa antimafia e indagini giudiziarie: quale rapporto in funzione della tutela dell’ordine pubblico economico?”, promosso e organizzato dalla Prefettura di Cremona. L’iniziativa ha riunito rappresentanti della magistratura e delle Forze di Polizia, offrendo un momento di analisi approfondita su un tema che tocca direttamente la qualità della vita economica e la credibilità delle istituzioni.

Il dibattito ha messo a fuoco il rapporto tra la prevenzione amministrativa antimafia, affidata alle prefetture, e l’azione investigativa e repressiva dell’autorità giudiziaria, collocandolo nel perimetro della tutela dell’ordine pubblico economico, bene giuridico primario che richiede strumenti diversi ma coerenti tra loro.

Prevenzione amministrativa e azione giudiziaria: un equilibrio operativo

Nel corso dei lavori è emersa con chiarezza la necessità di affinare le forme di coordinamento già esistenti tra apparati amministrativi e giudiziari. I punti di contatto tra le due sfere non cancellano l’autonomia dei procedimenti, ma ne valorizzano la complementarità, soprattutto attraverso una circolarità informativa strutturata e rispettosa dei limiti imposti dal segreto investigativo e dalle prerogative istituzionali.

Questo approccio si inserisce nel solco tracciato dal decreto ministeriale del 2 ottobre 2023 e dal protocollo operativo sottoscritto il 6 marzo 2025 presso la Prefettura di Brescia tra la Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia e i prefetti delle province di Brescia, Bergamo, Mantova e Cremona. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la prevenzione e il contrasto alle infiltrazioni criminali nel tessuto economico locale, formalizzando un modello stabile di cooperazione fondato su scambi informativi qualificati.

La dimensione economico-amministrativa della lotta alle mafie

Le conclusioni sono state affidate al sottosegretario Wanda Ferro, che ha richiamato l’evoluzione delle organizzazioni mafiose e il loro progressivo radicamento in ambiti economici ad alta specializzazione. Oggi, ha sottolineato, il contrasto alle mafie passa in misura crescente dal controllo delle filiere economiche, dalla tutela della concorrenza e dalla capacità di intercettare la trasformazione delle risorse illecite in potere economico.

In questa prospettiva, prevenzione amministrativa e indagini giudiziarie vengono lette come strumenti diversi di una strategia unitaria di tutela dell’interesse pubblico. Un’impostazione che attribuisce al Ministero dell’Interno un ruolo centrale nel coordinamento e nel rafforzamento delle azioni sul territorio, in particolare nelle aree del Nord del Paese, dove le infiltrazioni assumono forme meno visibili ma non meno incisive.

Un confronto istituzionale ad alto livello

L’incontro, coordinato dal prefetto Antonio Giannelli, ha visto la partecipazione di Alberto Di Mario, del prefetto Paolo Canaparo, di Nicola Serianni, di Alessandra Dolci, del procuratore Silvio Bonfigli e del colonnello Pasquale Del Gaudio. Le diverse prospettive hanno contribuito a delineare un quadro operativo in cui la legalità economica viene difesa attraverso un dialogo continuo e strutturato tra amministrazioni, magistratura e forze investigative.

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Elena Scopece

Laureata in Psicologia, ama scrivere articoli di filosofia, salute e benessere. Amante dei viaggi in solitaria.