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Pierburg e il futuro dei siti italiani: vendita in dirittura d’arrivo

03/02/2026

Pierburg e il futuro dei siti italiani: vendita in dirittura d’arrivo

La vertenza Pierburg torna al centro dell’attenzione istituzionale e sindacale con un nuovo tavolo convocato al Ministero, passaggio che conferma la delicatezza del momento per i tre stabilimenti italiani di Lanciano, Livorno e Torino. Parliamo di oltre 350 lavoratori coinvolti in un processo di vendita che, dopo mesi di interlocuzioni e valutazioni, sta entrando nella sua fase decisiva. L’azienda, attiva nel settore automotive e specializzata nella produzione di componenti per motori, ha chiarito che la ricerca di acquirenti procede verso la definizione finale, con una decisione attesa entro il mese di settembre.

La fase conclusiva del processo di vendita

Nel corso dell’incontro, Pierburg ha comunicato che il perimetro delle manifestazioni di interesse si è ristretto a due proposte vincolanti. Si tratta di candidature che, secondo quanto riferito, presentano entrambe un orientamento industriale e non meramente finanziario, elemento che assume un peso rilevante nella valutazione complessiva. La scelta dell’acquirente non riguarderà soltanto il passaggio di proprietà degli asset, ma dovrà misurarsi con la capacità di garantire continuità produttiva, investimenti e prospettive di sviluppo per siti che rappresentano un presidio industriale importante nei rispettivi territori.

L’azienda ha spiegato che nelle prossime settimane verrà individuata la proposta maggiormente coerente con un progetto di rilancio industriale. L’obiettivo dichiarato è arrivare alla chiusura dell’operazione entro settembre, tempistica che consente di mantenere un quadro di riferimento chiaro per lavoratori e istituzioni, evitando prolungamenti che alimenterebbero incertezza.

Il ruolo del Ministero e il confronto istituzionale

Il tavolo si è svolto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che segue la vertenza sin dalle prime fasi. Dal dicastero è arrivata una valutazione positiva sull’approccio adottato dall’azienda, in particolare sulla scelta di condividere gli avanzamenti del percorso prima della formalizzazione definitiva dell’accordo. Questa modalità di confronto viene letta come un segnale di attenzione verso il contesto sociale e occupazionale, oltre che come una garanzia di trasparenza nel dialogo con le parti coinvolte.

Il Ministero ha inoltre manifestato l’intenzione di riconvocare il tavolo in sede plenaria non appena emergeranno elementi di novità significativi. Una disponibilità che lascia intendere la volontà di accompagnare l’operazione fino alla sua conclusione, monitorando l’impatto industriale e occupazionale delle scelte che verranno compiute.

In attesa della decisione finale, resta alta l’attenzione sui tre stabilimenti, chiamati ad affrontare una fase di transizione che potrebbe ridisegnarne il ruolo all’interno della filiera automotive. Settembre rappresenta una scadenza chiave, non solo sul piano formale, ma anche per la credibilità di un percorso che promette di coniugare discontinuità proprietaria e continuità produttiva.

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Elena Scopece

Laureata in Psicologia, ama scrivere articoli di filosofia, salute e benessere. Amante dei viaggi in solitaria.