Operazione “Shield VI”: NAS e Dogane in prima linea contro farmaci illegali e doping
03/03/2026
Un’azione congiunta su scala internazionale per colpire, nello stesso tempo, la filiera dei farmaci contraffatti, il traffico online di medicinali e l’area grigia che intreccia prodotti dopanti, integratori “camuffati” e dispositivi medici illegali. È questo l’impianto dell’operazione “Shield VI” (Safe Health Implementation, Enforcement and Legal Development), appena conclusa dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS) insieme all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con coordinamento Europol e il supporto di una rete di organismi internazionali: EUIPO, OLAF, WADA, Frontex e Interpol, tra gli altri.
La fase operativa si è sviluppata da aprile a novembre 2025 e ha coinvolto forze di polizia, dogane, organizzazioni antidoping e rappresentanti del mondo giudiziario di 30 Paesi. Per l’Italia, il ruolo dei NAS viene indicato come centrale: l’Arma ha partecipato alla “cabina di regia” dell’operazione con l’incarico di co-leader di Europol, insieme a Gendarmeria Nazionale francese, Polizia greca e Guardia Civil spagnola, contribuendo alla pianificazione e al coordinamento dei Paesi aderenti nei diversi settori d’intervento.
Il contributo italiano: indagini, arresti, laboratori clandestini e sequestri
Sul territorio nazionale l’attività ha coinvolto l’intera architettura della “Tutela Salute”: 38 NAS, Reparto operativo e il Nucleo Carabinieri presso AIFA. Il bilancio comunicato è ampio e articolato:
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91 attività investigative avviate
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265 soggetti segnalati all’Autorità giudiziaria
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3 arresti
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scoperti 2 laboratori clandestini e 2 strutture illegali di assemblaggio di principi attivi
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12 gruppi criminali disarticolati
I sequestri comprendono circa 2.800 confezioni e 18.000 unità posologiche (compresse, capsule, fiale) di farmaci con principi attivi di varia indicazione terapeutica (dimagranti, antibiotici, antinfiammatori, farmaci per disfunzione erettile, botulino), oltre a 1.800 confezioni e 4.500 unità posologiche di prodotti con azione dopante destinati a sportivi. Il valore commerciale complessivo dei sequestri nazionali viene stimato in oltre 550.000 euro.
Canali digitali, prescrizioni false e “mercati” ad alto rischio
Uno dei punti più sensibili emersi dall’analisi operativa riguarda la dimensione transnazionale e digitale del traffico: il circuito illecito coinvolgerebbe diversi Paesi – citati Regno Unito, Corea, Cina – e includerebbe farmaci particolarmente critici per impatto sanitario e domanda di mercato.
Tra i prodotti indicati figurano preparati contenenti ossicodone, con un collegamento a un “rilevato” traffico di prescrizioni farmaceutiche falsificate. Viene inoltre segnalata la presenza di prodotti a base di semaglutide e botulino, spesso destinati – secondo quanto riportato – a un impiego in centri estetici non autorizzati, con il doppio rischio di sicurezza clinica e assenza di tracciabilità.
Sul fronte cyber, i NAS riferiscono di aver dato esecuzione a quasi 100 provvedimenti di oscuramento emessi dal Ministero della Salute verso siti web che proponevano la vendita illegale di farmaci, individuati grazie a un’attività di sorveglianza telematica che include una specifica unità per gli aspetti di cyber-crime.
Hub logistici e antidoping: il doppio binario della prevenzione
La cooperazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli viene descritta come determinante: grazie alle articolazioni territoriali, ai database di profilazione e ai laboratori analitici, le attività congiunte avrebbero portato al sequestro di oltre 120.000 unità di farmaci (anche dopanti) presso i principali hub di smistamento postale e corrieri in Italia.
Un capitolo a parte riguarda il contrasto al doping: gli ispettori investigativi antidoping presenti nei NAS, formati per l’attività, hanno eseguito 49 verifiche durante competizioni controllando 145 atleti (con 3 positività), e ulteriori controlli “out of competition” su 10 atleti con 4 positività, in collaborazione con NADO Italia nell’ambito dell’intesa operativa.
A livello complessivo internazionale, “Shield VI” avrebbe consentito di individuare 5 laboratori clandestini e 10 centri di assemblaggio illegali, sviluppare indagini su 43 organizzazioni criminali, sequestrare oltre 10 milioni di unità tra farmaci e preparati dopanti, con un valore commerciale stimato in circa 33 milioni di euro, e deferire 3.354 soggetti alle autorità competenti. L’attività antidoping internazionale è indicata in circa 11.000 controlli complessivi tra “in” e “out” competition.