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Nuova PAC, le criticità del Fondo Unico e il rischio frammentazione

10/02/2026

Nuova PAC, le criticità del Fondo Unico e il rischio frammentazione

Il parere espresso dalla Corte dei Conti europea sul budget e sull’architettura della futura Politica agricola comune riporta al centro del dibattito europeo nodi già evidenziati dal mondo agricolo. In particolare, le osservazioni coincidono con le perplessità sollevate da Confagricoltura, che da tempo segnala come l’impostazione della nuova programmazione rischi di allontanarsi dagli obiettivi originari della Politica agricola comune: semplificazione, certezza delle risorse e parità di condizioni per gli agricoltori europei.

Secondo l’organizzazione agricola, l’eccessiva complessità del nuovo impianto normativo potrebbe tradursi in ritardi nell’erogazione dei fondi, difficoltà attuative e maggiore incertezza per le imprese. Un paradosso, se si considera che la riforma nasce proprio con l’intento dichiarato di rendere la PAC più snella ed efficace.

Fondo Unico e flessibilità nazionale: un equilibrio fragile

Uno dei punti più delicati riguarda la struttura del Fondo Unico e l’ampliamento dei margini di manovra concessi agli Stati membri. La possibilità, per i governi nazionali, di decidere se e in quale misura destinare risorse al settore primario al di fuori della “riserva agricola garantita” introduce, secondo Confagricoltura, un elemento di forte disomogeneità. Il rischio è quello di una PAC a geometria variabile, nella quale le imprese agricole si trovano a competere in condizioni profondamente diverse all’interno dello stesso mercato unico.

Questa impostazione, sottolinea l’organizzazione, mette in discussione lo spirito comunitario della politica agricola, nata per garantire stabilità, redditi equi e sicurezza alimentare in tutta l’Unione. La frammentazione delle scelte di bilancio potrebbe compromettere un’ordinata programmazione degli interventi e ridurre la capacità della PAC di rispondere in modo coordinato alle sfide comuni, dal cambiamento climatico alla volatilità dei mercati.

Reddito agricolo e obiettivi comuni sotto osservazione

Non a caso, anche la Corte dei Conti europea ha richiamato l’attenzione su un punto chiave: la maggiore flessibilità concessa ai Paesi membri non dovrebbe indebolire gli obiettivi condivisi della PAC. Tra questi figurano il sostegno a un reddito equo per gli agricoltori, la tutela dell’ambiente e la sicurezza alimentare, pilastri che restano centrali in un contesto segnato da transizioni ambientali e tensioni geopolitiche.

Confagricoltura ribadisce che una politica agricola efficace deve essere all’altezza delle sfide che gravano sul settore, evitando soluzioni che scarichino sugli agricoltori l’incertezza finanziaria o le conseguenze di scelte nazionali divergenti. Il riferimento di Palazzo della Valle al parere della Corte rafforza la richiesta di una revisione attenta della proposta.

L’auspicio finale è che le istituzioni europee tengano conto delle criticità evidenziate e adattino l’impianto della riforma, correggendo gli elementi che rischiano di minare coerenza, equità e competitività del sistema agricolo europeo.

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Elena Scopece

Laureata in Psicologia, ama scrivere articoli di filosofia, salute e benessere. Amante dei viaggi in solitaria.