’Ndrangheta, colpita la rete dei presunti fiancheggiatori di Bonavota: tre arresti e sei indagati
13/02/2026
Nuovo sviluppo investigativo nell’inchiesta sulla latitanza di Pasquale Bonavota, ritenuto elemento apicale dell’omonima cosca di ’ndrangheta di Sant’Onofrio, nel Vibonese. I Carabinieri del Ros, con il supporto dei Comandi provinciali di Catanzaro e Reggio Calabria, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre persone, già detenute per altra causa, ritenute responsabili di favoreggiamento personale aggravato dal metodo mafioso.
Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova su richiesta della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo ligure, che ha coordinato le attività investigative.
L’indagine dopo l’arresto del 2023
L’attività trae origine dall’arresto di Bonavota, eseguito il 27 aprile 2023 dai militari del Ros e dei Comandi provinciali di Genova e Vibo Valentia. L’uomo si era reso irreperibile dal 2018, dopo una condanna a 28 anni di reclusione, poi superata dall’assoluzione in appello, confermata dalla Corte di Cassazione.
Successivamente, Bonavota era stato raggiunto da una misura cautelare nell’ambito dell’indagine “Rinascita Scott”, condotta dal Ros, con l’accusa di associazione di tipo mafioso in qualità di figura apicale della cosca. Anche in questo procedimento è intervenuta un’assoluzione in appello.
Le nuove indagini si sono concentrate sul periodo della latitanza, con l’obiettivo di individuare chi avrebbe fornito sostegno logistico e materiale durante la permanenza clandestina.
Supporto logistico e perquisizioni
Secondo quanto emerso, i presunti fiancheggiatori avrebbero garantito a vario titolo assistenza concreta al latitante. Tra le condotte contestate figurano l’utilizzo di documenti personali e schede telefoniche intestate a terzi, impiegate anche per la locazione di un’abitazione a Genova, ritenuta il covo in cui Bonavota si nascondeva. Sarebbero stati inoltre assicurati generi alimentari, medicinali e somme di denaro.
Contestualmente all’esecuzione della misura cautelare, i militari hanno eseguito nove decreti di perquisizione nei confronti di ulteriori sei indagati, oltre che dei tre destinatari dell’ordinanza.
L’operazione rappresenta un ulteriore tassello nel contrasto alle reti di supporto che consentono ai latitanti di sottrarsi alla giustizia, colpendo non soltanto le figure apicali delle organizzazioni criminali ma anche l’apparato di sostegno che ne garantisce operatività e copertura.
Come previsto dalla legge, il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità delle persone coinvolte dovrà essere accertata con sentenza definitiva.
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Laureata in Psicologia, ama scrivere articoli di filosofia, salute e benessere. Amante dei viaggi in solitaria.