Meccanica italiana: il settore traina l’export anche nel Medio Oriente
10/03/2026
La meccanica continua a rappresentare uno dei pilastri dell’industria italiana e dell’export nazionale, mantenendo una posizione dominante anche nei mercati del Medio Oriente. Secondo il Rapporto Meccanica 2026 di Confartigianato, presentato al MECSPE di Bologna, il comparto mostra segnali di stabilizzazione dopo una fase complessa, pur muovendosi in un contesto internazionale attraversato da nuove tensioni geopolitiche.
Nel 2025 la produzione del settore, al netto dell’automotive, evidenzia un andamento articolato tra i diversi comparti. Si registrano segnali positivi nella metallurgia e nelle attività di riparazione dei macchinari, mentre la produzione di macchine industriali mantiene una sostanziale stabilità. Il settore automobilistico continua invece a mostrare una debolezza più marcata.
Sul fronte commerciale emergono dati incoraggianti: l’export della meccanica torna a crescere del 3,9%, sostenuto in particolare da metallurgia, prodotti in metallo e mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli. Germania e Stati Uniti si confermano i principali mercati di destinazione, con una crescita rispettivamente del 3,9% e del 2,5%.
Medio Oriente, la meccanica pesa per il 44% dell’export italiano
Il rapporto evidenzia con particolare attenzione il peso della meccanica nei rapporti commerciali con il Medio Oriente. Secondo i dati presentati da Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi Confartigianato, il 44% del Made in Italy esportato nell’area riguarda prodotti della meccanica.
Nel dettaglio:
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Macchinari: 7 miliardi di euro
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Metalli e prodotti in metallo: 2,7 miliardi
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Mezzi di trasporto: 2,6 miliardi
Nel complesso il comparto realizza 12,3 miliardi di euro di esportazioni verso il Medio Oriente, confermando la centralità della meccanica nella presenza industriale italiana nell’area.
L’instabilità geopolitica, tuttavia, introduce nuovi elementi di incertezza. Un aumento prolungato dei prezzi di petrolio e gas potrebbe tradursi in un incremento dei costi energetici per le imprese, mentre un ritorno delle pressioni inflazionistiche rischierebbe di innescare nuove strette monetarie e un rialzo dei tassi d’interesse, con possibili ripercussioni sugli investimenti industriali.
Le regioni trainanti dell’export meccanico
Il rapporto dedica anche un approfondimento territoriale alle esportazioni del settore. Le quattro principali regioni esportatrici – Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte – rappresentano da sole il 72,5% dell’export italiano della meccanica.
Nei primi nove mesi del 2025 si registra una flessione più contenuta rispetto all’anno precedente, mentre il terzo trimestre torna in territorio positivo.
Nel dettaglio:
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Veneto: -0,1%
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Lombardia: -0,3%
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Emilia-Romagna: -0,7%
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Piemonte: -2,9%
Il Piemonte risente in particolare della debolezza dell’automotive. Escludendo gli autoveicoli, l’export meccanico regionale torna infatti leggermente positivo (+0,2%).
La Germania rimane il principale mercato di riferimento, mostrando segnali di miglioramento per diverse regioni italiane. Al contrario, le esportazioni verso gli Stati Uniti evidenziano una flessione più marcata, soprattutto per Emilia-Romagna e Piemonte.
Intelligenza artificiale e imprese artigiane
Il rapporto analizza anche il rapporto tra intelligenza artificiale e imprese artigiane della meccanica, sulla base di una survey condotta in Veneto.
La ricerca mostra che la conoscenza del tema è ormai diffusa: tutte le aziende dichiarano di aver sentito parlare di IA. L’utilizzo concreto nelle attività produttive resta però ancora limitato. Nella maggior parte dei casi l’esperienza riguarda strumenti digitali di uso quotidiano piuttosto che applicazioni industriali avanzate.
Le imprese mostrano comunque curiosità e apertura verso queste tecnologie, individuando diversi ambiti di applicazione immediata, tra cui:
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gestione documentale
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organizzazione del lavoro
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ottimizzazione dei processi aziendali
Molte aziende segnalano tuttavia la necessità di formazione, orientamento e supporto economico per sviluppare progetti concreti.
Macchinari █████████████████████████████████████ 8,973
Prodotti altre attività manifatturiere █████████████ 3,248
Metalli e prodotti in metallo ███████████ 2,697
Mezzi di trasporto ███████████ 2,604
Moda ██████████ 2,406
Alimentari e bevande ████████ 1,960
Chimica ███████ 1,715
Apparecchi elettrici ███████ 1,664
Farmaceutica ██████ 1,487
Gomma e plastica █████ 1,249
Computer, elettronica e ottica ████ 0,888
Coke e prodotti petroliferi raffinati ███ 0,623
Legno e carta ██ 0,362
Un settore chiave della manifattura italiana
Il comparto della meccanica rappresenta uno dei motori principali dell’economia industriale italiana. Il settore conta 163 mila imprese e oltre 1,5 milioni di addetti, con una presenza molto forte di micro e piccole aziende.
Le imprese artigiane sono circa 84 mila, pari al 51,3% del totale del comparto. Complessivamente la meccanica genera 465 miliardi di euro di fatturato e 228 miliardi di export, equivalenti al 35,6% delle esportazioni italiane.
Il rapporto sottolinea come il futuro del settore dipenderà da diversi fattori: evoluzione delle tensioni geopolitiche, prezzi dell’energia, costo del credito, disponibilità di competenze tecniche e capacità di adottare nuove tecnologie digitali.
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