L’industria italiana dello sci corre veloce sui mercati internazionali
10/02/2026
Mentre l’attenzione del grande pubblico è già rivolta alle gare e alle medaglie delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, l’Italia ha già conquistato un risultato di rilievo in Europa, salendo sul podio dell’export di prodotti per lo sci. I dati più recenti mostrano una filiera manifatturiera solida, capace di competere ai massimi livelli per qualità, specializzazione e capacità di presidiare i mercati esteri.
Nel 2025 le esportazioni italiane di articoli per lo sci hanno raggiunto i 371 milioni di euro, posizionando il nostro Paese al secondo posto nell’Unione europea, alle spalle dell’Austria. Ancora più significativo il primato continentale nelle calzature da sci, con 222 milioni di euro esportati e una quota del 27,3% del totale UE. Numeri che raccontano una leadership costruita nel tempo, ben prima dei riflettori olimpici.
Un sistema produttivo diffuso e ad alta specializzazione
Alla base di questi risultati c’è un tessuto industriale radicato nei territori, composto da 1.740 imprese manifatturiere attive nella produzione di articoli sportivi e abbigliamento tecnico. Gli addetti sono oltre 14 mila e più del 63% lavora in micro e piccole imprese con meno di 50 occupati, una percentuale superiore alla media del manifatturiero nazionale. È la conferma del ruolo centrale dell’artigianato evoluto e delle PMI nella capacità competitiva del made in Italy.
La varietà dell’offerta è un altro punto di forza. Nel corso del 2025 l’Italia ha esportato complessivamente 344 mila paia di sci: la quota principale riguarda lo sci alpino, affiancata da produzioni dedicate allo sci da salto, allo sci di fondo e a segmenti di nicchia come monosci e snowboard. Una gamma ampia, che intercetta esigenze sportive diverse e mercati con livelli di maturità differenti.
Mercati di sbocco e nuove dinamiche internazionali
Secondo le rilevazioni di Confartigianato, oltre il 60% dell’export italiano di prodotti per lo sci è destinato ai Paesi dell’UE a 27. La Francia si conferma primo mercato di destinazione, seguita dagli Stati Uniti e dalla Germania. Accanto ai mercati consolidati, emergono segnali interessanti da Canada, Svezia e Svizzera, dove le vendite registrano crescite significative.
Non mancano tuttavia elementi di criticità. L’inasprimento dei dazi negli Stati Uniti ha inciso sulla dinamica dell’export, determinando una flessione delle vendite di sci e attrezzature. Un fattore che impone alle imprese di rafforzare la diversificazione geografica e di continuare a puntare su qualità, innovazione e posizionamento alto di gamma.
Qualità manifatturiera come leva strategica
Il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, ha sottolineato come i numeri confermino l’eccellenza europea della produzione italiana per lo sci. Una filiera trainata dalle PMI, fondata su competenze tecniche, innovazione continua e un forte legame con i distretti produttivi. Un patrimonio che va oltre lo sport e rappresenta un asset strategico per l’intero sistema economico nazionale, capace di generare valore, occupazione e immagine sui mercati globali.
In attesa delle sfide olimpiche, l’industria italiana dello sci dimostra di saper già vincere la sua gara più complessa: quella della competitività internazionale.
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Laureata in Psicologia, ama scrivere articoli di filosofia, salute e benessere. Amante dei viaggi in solitaria.