“Libro Città”, al via il percorso del MiC per le finaliste della Capitale italiana del libro 2026
25/02/2026
Non soltanto un titolo assegnato e una città vincitrice, ma un investimento strutturato sulle competenze di chi ha costruito un progetto culturale solido. È questa l’impostazione della prima edizione di “Libro Città”, avviata oggi al Ministero della Cultura e rivolta alle cinque città finaliste per la Capitale italiana del libro 2026: Carmagnola (Torino), Nardò (Lecce), Perugia, Tito (Potenza) e Pistoia, che ha ottenuto il titolo.
Il programma è promosso dal Dipartimento per le attività culturali del MiC e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura. L’idea di fondo è chiara: valorizzare il patrimonio di relazioni, competenze e progettualità maturato durante la candidatura, evitando che si disperda una volta conclusa la selezione.
Oltre il vincitore: formazione e reti per dare continuità ai progetti
L’iniziativa della Capitale italiana del libro, istituita nel 2020 sull’esperienza della Capitale italiana della cultura e ispirata al riconoscimento UNESCO di Capitale mondiale del libro, ha l’obiettivo di sostenere progetti e attività per la promozione della lettura e dell’intera filiera editoriale. Con “Libro Città” si compie un passo ulteriore: si supera la logica per cui l’attenzione e le opportunità si concentrano esclusivamente sulla città vincitrice, investendo anche sulle altre finaliste.
Il percorso prevede attività comuni di networking e formazione, a partire da una masterclass dedicata alla conoscenza reciproca e allo scambio tra le amministrazioni coinvolte. Sono inoltre programmati due corsi di approfondimento, uno incentrato sulla costruzione di reti e partenariati, l’altro dedicato al fundraising per i progetti culturali, ambito sempre più determinante per garantire sostenibilità economica e continuità nel tempo.
L’obiettivo non è soltanto migliorare la qualità tecnica dei progetti, ma consolidare una capacità amministrativa capace di attrarre risorse, attivare collaborazioni pubblico-private e trasformare iniziative temporanee in politiche culturali strutturate.
Un percorso personalizzato per le città non vincitrici
Accanto alle attività comuni, il programma introduce una dimensione mirata per le finaliste che non hanno ottenuto il titolo. Per queste realtà è previsto un percorso personalizzato, con workshop dedicati all’attuazione concreta di una o più idee progettuali contenute nei dossier di candidatura, oltre a incontri individuali con i docenti per approfondire esigenze specifiche.
Si tratta di un’impostazione che punta alla continuità: la candidatura non viene considerata un punto di arrivo, ma un momento di emersione di energie e visioni territoriali che possono trovare sviluppo anche al di fuori del riconoscimento formale.
Con “Libro Città” il Ministero della Cultura e la Scuola nazionale del patrimonio, insieme al Centro per il libro e la lettura, operano in coerenza con il Piano Olivetti per la Cultura, che lega promozione culturale, educazione civica e rigenerazione dei territori. In questo quadro, la lettura diventa strumento di coesione sociale e leva per costruire comunità più consapevoli, attraverso reti che uniscono amministrazioni, biblioteche, scuole, editori e associazioni.