Legge sui cammini, via libera definitivo: 5 milioni per il triennio 2026-2028
11/02/2026
Con l’approvazione definitiva e unanime tra maggioranza e opposizione, la legge sui cammini entra nell’ordinamento italiano con una dotazione finanziaria dedicata e una struttura di governance nazionale. Il provvedimento prevede uno stanziamento di 5 milioni di euro per il triennio 2026-2028 e un milione di euro annuo a partire dal 2029, risorse che si aggiungono agli oltre 30 milioni già investiti dal Ministero del Turismo nel settore.
Per il ministro Daniela Santanchè si tratta di una “svolta storica”, che attribuisce ai cammini un ruolo strategico all’interno delle politiche turistiche nazionali, riconoscendoli come leva di sviluppo sostenibile e valorizzazione territoriale.
Strumenti di coordinamento e promozione
Il testo normativo assegna al Ministero del Turismo un ruolo centrale nella promozione e nel coordinamento degli itinerari italiani. Sono previsti strumenti operativi specifici: una cabina di regia per l’indirizzo strategico, una banca dati nazionale, un tavolo permanente di confronto con gli attori del settore e un programma di sviluppo finalizzato alla pianificazione degli interventi.
L’obiettivo è superare la frammentazione che ha caratterizzato finora il comparto, favorendo un sistema integrato capace di coinvolgere enti locali, associazioni, operatori turistici e comunità territoriali.
Turismo lento e valorizzazione dei territori
La legge promuove in particolare i cammini fluviali, marini, lagunari e lacustri, riconoscendoli come itinerari sostenibili idonei a valorizzare il patrimonio naturale, culturale e turistico del Paese. Tra gli obiettivi indicati figurano la sicurezza dei percorsi, il miglioramento dell’accoglienza, la diffusione del turismo lento, la destagionalizzazione dei flussi e la promozione delle tradizioni locali.
Il testo richiama inoltre la tutela dei siti storici, delle minoranze linguistiche e del dialogo interculturale, insieme alla salvaguardia ambientale. In questa prospettiva, i cammini vengono considerati non soltanto un prodotto turistico, ma uno strumento di coesione territoriale e di sviluppo per aree meno conosciute, spesso lontane dai circuiti tradizionali.
Con la nuova legge, l’Italia si dota dunque di un quadro normativo organico per un segmento in crescita, chiamato a coniugare sostenibilità, cultura e rilancio economico dei territori.
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