Italia e Grecia insieme per il recupero e il restauro dei reperti trafugati
13/02/2026
La cooperazione tra Italia e Grecia nella tutela del patrimonio culturale entra in una nuova fase operativa. Al Museo Archeologico Nazionale di Salonicco proseguono le attività di studio e restauro avviate nell’ambito del Memorandum d’intesa firmato il 19 giugno ad Atene dal Ministro della Cultura italiano Alessandro Giuli e dalla Ministra della Cultura ellenica Lina Mendoni.
Il progetto congiunto si concentra su un significativo nucleo di frammenti archeologici provenienti da scavi clandestini, in larga parte riconducibili a vasi attici a figure rosse. Materiali che, sottratti al loro contesto originario, richiedono un lavoro meticoloso di analisi, ricomposizione e conservazione per restituire coerenza storica e scientifica ai manufatti.
Un’équipe congiunta per la tutela del patrimonio
Il team italiano, ospitato presso il museo di Salonicco, è coordinato da Luigi La Rocca, Capo Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura, che cura il raccordo istituzionale e scientifico tra le amministrazioni coinvolte. Ne fanno parte archeologi della Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio, una restauratrice dell’Istituto Centrale per il Restauro, dottorandi e specializzandi dell’Università della Basilicata, guidati dalla professoressa Maria Chiara Monaco, responsabile scientifica del progetto.
Il versante greco è coordinato dalla Direttrice del Museo Archeologico di Salonicco, Anastasia Gadolou, con il contributo di funzionari e restauratori della struttura. La sinergia tra competenze diverse consente di affrontare le criticità tecniche legate alla frammentarietà dei reperti, integrando studio archeologico, diagnostica e interventi conservativi.
Le attività in corso stanno producendo risultati rilevanti sotto il profilo scientifico, offrendo nuovi elementi per la ricostruzione formale e iconografica dei vasi e per la comprensione dei circuiti di produzione e diffusione dell’arte attica nel Mediterraneo antico.
Un impegno comune contro il traffico illecito
La collaborazione si inserisce in un quadro più ampio di contrasto al traffico illecito di beni culturali. Per il Ministro Giuli, la restituzione e il recupero delle opere trafugate rappresentano un successo condiviso e un terreno su cui rafforzare lo scambio di competenze, dal restauro alla formazione, fino alla gestione dei siti archeologici. Tra gli obiettivi indicati figura anche la promozione di un turismo culturale più sostenibile, capace di valorizzare siti meno noti accanto alle mete più frequentate.
La Ministra Mendoni ha richiamato il valore etico e istituzionale del progetto, sottolineando l’adesione ai principi della Convenzione UNESCO del 1970 e l’importanza di una cooperazione internazionale fondata su fiducia e rispetto reciproco. La documentazione sistematica, la conservazione e il restauro dei reperti sottratti illegalmente non sono soltanto operazioni tecniche, ma atti concreti di responsabilità verso un patrimonio condiviso.
La prosecuzione delle attività a Salonicco conferma l’efficacia del percorso intrapreso e consolida un asse culturale tra i due Paesi che guarda alla tutela come forma di diplomazia e come strumento di valorizzazione delle radici comuni del Mediterraneo.
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Laureata in Psicologia, ama scrivere articoli di filosofia, salute e benessere. Amante dei viaggi in solitaria.