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Iran, Tajani al CAE straordinario: de-escalation, tutela degli italiani e rischio Hormuz

03/03/2026

Iran, Tajani al CAE straordinario: de-escalation, tutela degli italiani e rischio Hormuz
Fonte: Di U.S. Department of State - https://www.flickr.com/photos/9364837@N06/54525815604/, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=185343951

Il Consiglio Affari Esteri straordinario dell’Unione europea, convocato in videocollegamento dall’Alto Rappresentante Kaja Kallas, ha riunito i ministri per misurare l’impatto politico e operativo della crisi iraniana e delle sue ricadute regionali. Antonio Tajani, intervenendo alla riunione, ha ricondotto il confronto a tre priorità: sostegno agli sforzi di de-escalation, sicurezza dei connazionali presenti nell’area, gestione delle conseguenze economiche di un conflitto che, per geografia e rotte energetiche, parla immediatamente anche all’Europa.

La “svolta” dopo Khamenei e la partita della transizione

Nel ragionamento del ministro, la morte della Guida suprema Ali Khamenei segna un passaggio storico e delicatissimo: una fase di vuoto o di riassestamento al vertice, in Iran, non resta mai confinata entro i confini nazionali. Tajani ha insistito sull’esigenza di concentrare gli sforzi diplomatici su una transizione pacifica, capace di evitare nuove fratture interne e, insieme, di contenere l’effetto domino su tutto il Medio Oriente; nello stesso passaggio ha richiamato il ruolo del popolo iraniano e della società civile, ricordandone il coraggio nella richiesta di libertà e democrazia.

Sul versante europeo, il titolare della Farnesina ha richiamato il segnale politico lanciato da Bruxelles con la designazione dei Pasdaran (IRGC) come organizzazione terroristica, scelta che modifica il perimetro della pressione diplomatica e che rende più stringente la postura dell’Unione nei confronti di Teheran.

Task Force Golfo, missione Aspides e lo spettro dello Stretto di Hormuz

La seconda linea d’azione riguarda la protezione dei cittadini italiani nella regione. Tajani ha indicato la creazione di una “Task Force Golfo” con funzione di coordinamento: incrociare richieste di assistenza, mantenere il filo con le rappresentanze sul campo, sistematizzare i contatti con i partner regionali in una fase in cui anche una singola interruzione logistica può trasformarsi in emergenza consolare.

Il terzo capitolo, quello economico, ruota attorno allo Stretto di Hormuz: basta che la navigazione diventi rischiosa, o che il traffico cali per ragioni assicurative e di sicurezza, perché i mercati reagiscano con scosse immediate. Le analisi internazionali richiamano il peso dello stretto sul transito di energia e indicano quanto una chiusura, anche parziale, avrebbe effetti a cascata su prezzi, trasporti e catene di approvvigionamento.

In questo quadro Tajani ha ribadito l’importanza delle operazioni europee, a cominciare dalla missione EUNAVFOR Aspides, nata per contribuire alla protezione della libertà di navigazione e delle navi mercantili nelle aree ad alto rischio. E ha collegato il tema alla minaccia Houthi: una ripresa degli attacchi alle navi commerciali, oltre a colpire i traffici, finirebbe per rallentare ulteriormente la dinamica di normalizzazione innescata dalla tregua a Gaza, rendendo più fragile qualunque tentativo di stabilizzazione regionale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to