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Intelligenza artificiale e imprese: l’indagine CNA al centro di Next Economy

02/02/2026

Intelligenza artificiale e imprese: l’indagine CNA al centro di Next Economy

L’intelligenza artificiale entra nel dibattito economico nazionale non come fenomeno futuribile, ma come realtà già operativa nelle imprese italiane. È questo il quadro emerso durante Next Economy, la trasmissione in onda sul Giornale Radio, che ha dedicato un approfondimento all’indagine sull’IA realizzata dall’Area Studi e Ricerche della CNA. Lo studio, condotto su un campione di oltre 2.500 imprese, restituisce un’immagine chiara: l’interesse per l’intelligenza artificiale è diffuso e crescente, soprattutto tra le micro e piccole realtà produttive.

La ricerca mette in evidenza un atteggiamento pragmatico. L’IA non viene percepita come una minaccia né come un fattore destabilizzante, ma come uno strumento da comprendere e utilizzare in modo coerente con le esigenze aziendali. Un cambio di paradigma che segna una distanza netta rispetto alle narrazioni più allarmistiche che hanno accompagnato l’ingresso delle nuove tecnologie nel dibattito pubblico.

L’IA come opportunità concreta per le imprese

A sottolinearlo con chiarezza è Lorenzo Zanotti, intervenuto nel corso della trasmissione. Dalla fotografia scattata dall’indagine emerge che più di un’impresa su tre, il 35,6%, utilizza già uno o più strumenti di intelligenza artificiale nel lavoro quotidiano. Un ulteriore 15,4% dichiara di essere nella fase di valutazione, alla ricerca delle soluzioni più adatte per avviare un percorso di adozione.

Numeri che raccontano un sistema produttivo curioso, attento e disposto a sperimentare. Accanto a chi ha già integrato l’IA nei processi, esiste una fascia ampia di imprenditori che sta cercando di capire come tradurre questa tecnologia in valore concreto per la propria attività. Non si tratta di adesione acritica, ma di un percorso di avvicinamento che passa dalla comprensione delle potenzialità e dei limiti degli strumenti disponibili.

Il nodo dell’orientamento e dell’integrazione nei processi

Se l’interesse è alto, il principale ostacolo resta la capacità di orientarsi. Come evidenzia Zanotti, la difficoltà maggiore non è legata alla diffidenza o alla paura, ma alla necessità di comprendere come calare l’intelligenza artificiale nella specificità di ogni impresa. Le esigenze cambiano in base alle dimensioni aziendali, al settore di attività, al livello di digitalizzazione già raggiunto.

Le imprese devono quindi affrontare una duplice sfida: individuare gli strumenti realmente utili e integrarli nei processi esistenti senza creare discontinuità operative. Questo richiede competenze, tempo e un accompagnamento adeguato, soprattutto per le realtà più piccole, che spesso non dispongono di strutture interne dedicate all’innovazione tecnologica.

Un percorso di accompagnamento più che una corsa alla tecnologia

Dall’indagine CNA emerge un messaggio di fondo: l’intelligenza artificiale interessa, convince e viene considerata una leva di sviluppo, ma chiede politiche di supporto mirate. Non serve inseguire soluzioni complesse o costose, quanto piuttosto costruire percorsi di orientamento che aiutino gli imprenditori a fare scelte consapevoli, sostenibili e coerenti con il proprio modello di business.

In questo senso, il dibattito aperto da Next Economy contribuisce a riportare l’IA dentro una dimensione concreta, fatta di processi, organizzazione e lavoro quotidiano. Una tecnologia che, per funzionare davvero, deve essere compresa, governata e adattata, diventando parte integrante della vita d’impresa.

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Claudio Banfi

Content writer con esperienza in attualità, cronaca e tecnologia scrive notizie da 10 anni, amo correre