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In Prefettura a Napoli parte il tavolo per una comunicazione più chiara e condivisa

03/03/2026

In Prefettura a Napoli parte il tavolo per una comunicazione più chiara e condivisa

Nel Palazzo del Governo di Napoli si è tenuto un primo tavolo tecnico convocato dal prefetto Michele di Bari per rimettere al centro un nodo spesso sottovalutato nelle politiche ambientali: la qualità dell’informazione pubblica, la sua coerenza tra enti diversi e la capacità di raggiungere le comunità in modo comprensibile, senza frammentazioni né sovrapposizioni. L’obiettivo dichiarato è rendere più efficace il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati nel potenziamento delle campagne di sensibilizzazione e informazione rivolte alla cittadinanza sui temi legati alla Terra dei Fuochi, con un’attenzione esplicita alla “resilienza” dei territori esposti ai fenomeni di illecito ambientale.

Il passaggio non nasce dal nulla: si inserisce nel percorso avviato con la Conferenza permanente regionale del 30 gennaio, dedicata all’attuazione della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 30 gennaio 2025. In quella sede era emersa con forza la necessità di rafforzare ulteriormente le iniziative capaci di prevenire e superare le criticità evidenziate dalla Corte; ora il tavolo tecnico prova a trasformare quella sollecitazione in un metodo di lavoro stabile, misurabile, replicabile.

Censire le iniziative e portarle dove le persone vivono

Durante i lavori si è fatto il punto sulle attività di sensibilizzazione già attive e su quelle programmate per il prossimo semestre, con una scelta operativa concreta: costruire un censimento organico delle iniziative, così da favorire sinergie tra i diversi attori coinvolti e ridurre il rischio che progetti simili procedano in parallelo senza incontrarsi, magari competendo sugli stessi pubblici.

È un cambio di passo che, se portato fino in fondo, può dare continuità a campagne spesso legate alla contingenza e renderle più riconoscibili per chi vive nei comuni interessati.

Particolare attenzione è stata riservata agli spazi di maggiore aggregazione — scuole, università, parrocchie e altri luoghi di comunità — considerati non come semplici “contenitori” per eventi, ma come snodi di fiducia sociale, dove i messaggi pubblici hanno più probabilità di essere ascoltati, discussi e tradotti in comportamenti quotidiani. Sul tavolo è comparsa anche l’ipotesi di collegare queste iniziative a programmi di screening sanitario e di bio-monitoraggio: un’idea che, se ben progettata, può rendere l’informazione meno astratta, ancorandola a strumenti di tutela percepiti come utili e immediati.

Dati ambientali e sanitari: dalla frammentazione a un accesso davvero fruibile

Tra le decisioni condivise spicca l’avvio di un’iniziativa specifica per mettere a sistema e diffondere in modo più efficace i dati ambientali e sanitari disponibili. Il tema, nella Terra dei Fuochi, è delicatissimo: informazioni parziali, linguaggi tecnici non mediati e archivi dispersi alimentano sfiducia, interpretazioni distorte, contrapposizioni sterili.

Per questo verrà istituito un gruppo di lavoro dedicato, chiamato a esaminare il patrimonio informativo esistente e a predisporre un progetto che renda le informazioni pertinenti più strutturate, accessibili e realmente consultabili, non soltanto “pubblicate”.

Il tavolo, per composizione, fotografa la complessità del dossier: istituzioni statali e territoriali impegnate in bonifica, prevenzione e controllo ambientale; sistema sanitario e ricerca scientifica; mondo scolastico e universitario; enti tecnici; associazioni ambientaliste; organizzazioni medico-scientifiche; comitati civici attivi sul territorio.

Mettere insieme questi soggetti non garantisce automaticamente risultati, ma offre una condizione necessaria: una regia che, invece di sommare voci, costruisca un racconto pubblico verificabile, continuo, capace di spiegare cosa si sa, cosa non si sa ancora e quali passi vengono compiuti, con quali tempi e responsabilità.

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Claudio Banfi

Content writer con esperienza in attualità, cronaca e tecnologia scrive notizie da 10 anni, amo correre