Caricamento...

Città 365 Logo Città 365

Il “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini” di Caravaggio entra nelle collezioni pubbliche

11/03/2026

Il “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini” di Caravaggio entra nelle collezioni pubbliche

Un nuovo capolavoro di Michelangelo Merisi da Caravaggio entra stabilmente nel patrimonio artistico dello Stato italiano. Il Ministero della Cultura ha ufficializzato l’acquisto del “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini”, un dipinto attribuito al maestro lombardo e considerato una delle testimonianze più significative della sua ritrattistica. L’opera entrerà nelle collezioni delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma e sarà esposta in modo permanente a Palazzo Barberini.

L’atto di acquisto è stato firmato presso il Ministero della Cultura alla presenza del ministro Alessandro Giuli, del direttore generale Musei Massimo Osanna, del direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica Thomas Clement Salomon e del notaio Luca Amato. La trattativa, durata oltre un anno, si è conclusa con un investimento di 30 milioni di euro, una cifra che colloca questa operazione tra le più importanti sostenute dallo Stato italiano per l’acquisizione di un’opera d’arte.

Secondo il ministro Giuli, l’ingresso del dipinto nelle collezioni pubbliche rappresenta un passaggio significativo nella strategia di rafforzamento del patrimonio culturale nazionale, che mira a garantire la conservazione e la fruizione pubblica di opere fondamentali della storia dell’arte.

Un ritratto raro nel corpus di Caravaggio

Il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini raffigura il futuro papa Urbano VIII quando aveva circa trent’anni, in un momento decisivo della sua carriera ecclesiastica. All’epoca Barberini ricopriva il ruolo di chierico della Camera Apostolica, posizione che segnava l’inizio di un percorso destinato a portarlo ai vertici della Chiesa.

Nel catalogo delle opere attribuite con certezza a Caravaggio, che conta poco più di sessanta dipinti in tutto il mondo, i ritratti costituiscono una categoria estremamente rara. Gli studiosi riconoscono infatti soltanto tre esempi certi di questo genere pittorico nel lavoro del Merisi. La presenza del ritratto di Barberini all’interno delle collezioni pubbliche italiane assume quindi un valore particolare per la storia dell’arte e per la ricerca.

Il dipinto fu portato all’attenzione della comunità scientifica nel 1963 dallo storico dell’arte Roberto Longhi, che lo pubblicò sulla rivista Paragone nell’articolo intitolato “Il vero ‘Maffeo Barberini’ del Caravaggio”. Longhi individuò nell’opera una svolta decisiva nella ritrattistica moderna, sottolineando la capacità dell’artista di restituire la presenza psicologica del soggetto senza ricorrere a elementi decorativi o simbolici.

L’acquisizione e il percorso espositivo

Durante le fasi della trattativa, grazie a un accordo con i proprietari, il dipinto era stato esposto temporaneamente nelle sale di Palazzo Barberini a partire dal novembre 2024. L’esposizione era stata inserita nel percorso della grande mostra Caravaggio 2025, che ha registrato oltre 450 mila visitatori.

In quell’occasione il pubblico e gli studiosi hanno potuto osservare l’opera da vicino, contribuendo a consolidare l’attribuzione al maestro lombardo. La critica internazionale ha riconosciuto l’importanza del dipinto sia per la qualità pittorica sia per il ruolo che occupa nell’evoluzione stilistica dell’artista tra la fine del XVI secolo e l’inizio del XVII.

Con l’acquisizione definitiva da parte dello Stato italiano, il ritratto entra ora stabilmente nel percorso espositivo delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, dove potrà essere studiato e valorizzato nel contesto della ricca collezione caravaggesca conservata a Palazzo Barberini.

Un dialogo con gli altri capolavori del Merisi

L’arrivo del dipinto assume un significato particolare per il museo romano. A Palazzo Barberini il ritratto potrà dialogare con altre opere del Merisi presenti nelle collezioni, tra cui la celebre “Giuditta che decapita Oloferne”, acquisita dallo Stato nel 1971.

Quell’acquisto rappresentò un momento importante nella riscoperta moderna di Caravaggio e contribuì a consolidare il ruolo delle collezioni pubbliche italiane nello studio dell’artista. A distanza di oltre mezzo secolo, l’ingresso del ritratto di Maffeo Barberini rafforza ulteriormente il patrimonio museale nazionale, offrendo nuove prospettive di ricerca e valorizzazione.

L’operazione si inserisce in una politica culturale orientata a riportare nel circuito pubblico opere di grande rilevanza storica, assicurando a studiosi e visitatori la possibilità di confrontarsi direttamente con capolavori che altrimenti rischierebbero di restare confinati nel mercato privato.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.