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Granelli: “Un’Europa che pensa alle PMI può rilanciare il Made in Italy”

10/02/2026

Granelli: “Un’Europa che pensa alle PMI può rilanciare il Made in Italy”

Nel dibattito sul futuro dell’Unione europea e della sua capacità di restare competitiva nello scenario globale, la voce delle piccole e medie imprese torna centrale. In un’intervista a tutto campo pubblicata dal quotidiano La Verità, Marco Granelli, presidente di Confartigianato, traccia un’analisi lucida delle criticità che attraversano il sistema produttivo europeo, indicando nell’artigianato e nelle PMI l’ossatura su cui costruire una nuova stagione di sviluppo.

Granelli parte da un presupposto chiaro: senza una politica energetica comune realmente efficace, l’Europa rischia di restare fragile e dipendente. La questione dell’energia, per le imprese italiane, non è astratta ma si traduce in un differenziale di costo che penalizza soprattutto le micro e piccole aziende. Il presidente di Confartigianato richiama dati netti: le bollette elettriche delle piccole imprese italiane superano di oltre il 20% la media europea, anche a causa di un peso fiscale e parafiscale che risulta più che doppio rispetto a quello di altri Paesi UE.

Energia, Green Deal e semplificazione

Nel ragionamento di Granelli, la transizione ecologica non viene messa in discussione nei suoi obiettivi, ma nel metodo. Il Green Deal, se applicato come un dogma ideologico, rischia di schiacciare chi produce. Serve invece un percorso graduale, costruito sulle reali possibilità delle imprese, accompagnato da una semplificazione normativa che oggi appare ancora insufficiente. La riduzione della burocrazia non è un tema accessorio, ma una condizione per permettere alle PMI di investire, innovare e restare sul mercato.

Europa, dazi e nuovi equilibri globali

Alla domanda se l’Europa sia una sfida o un freno, Granelli risponde senza ambiguità: può essere entrambe le cose, a seconda delle scelte politiche. I dazi, le sanzioni verso la Russia e la fase di de-globalizzazione hanno inciso sulle filiere e sui costi, ma hanno anche spinto le imprese a diversificare mercati e strategie. I dati citati nell’intervista mostrano come il made in Italy stia reagendo cercando nuove destinazioni extra-USA, con performance positive in aree dinamiche come il Medio Oriente.

Artigianato, giovani e territori

Uno dei passaggi più significativi riguarda il ruolo dell’artigianato come modello produttivo attrattivo anche per le nuove generazioni. La “bottega” non è più solo tradizione, ma un laboratorio dove competenze manuali e tecnologie digitali convivono. L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle micro imprese, in forte crescita, ne è un segnale concreto. A questo si affianca la battaglia per la riforma della legge quadro dell’artigianato, pensata per superare limiti ormai anacronistici e favorire crescita e aggregazioni.

Granelli ribadisce inoltre la funzione sociale delle imprese artigiane nei distretti, nelle aree interne e nei territori montani, dove rappresentano spesso l’unico presidio economico e occupazionale. In questo contesto si inseriscono progetti come “Montagna Futura”, che mirano a coniugare tradizione produttiva, innovazione e ripopolamento.

Il messaggio che emerge è netto: senza PMI non c’è Europa competitiva. Pensare “prima al piccolo” non è uno slogan, ma una scelta strategica per garantire resilienza economica, coesione sociale e futuro al Made in Italy.

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Elena Scopece

Laureata in Psicologia, ama scrivere articoli di filosofia, salute e benessere. Amante dei viaggi in solitaria.