“EU Inc.”, la Commissione europea punta a semplificare la nascita delle imprese
20/03/2026
Un modello unico, digitale e armonizzato per avviare e gestire un’impresa in qualsiasi Paese dell’Unione europea. È questa la direzione tracciata da “EU Inc.”, il progetto presentato il 18 marzo dalla Commissione europea, che rappresenta il primo passo concreto verso il cosiddetto “28esimo regime”: un quadro normativo comune pensato per superare le differenze tra i sistemi nazionali.
L’obiettivo è ridurre gli ostacoli burocratici e rendere più competitivo il contesto europeo, offrendo alle imprese condizioni operative uniformi e strumenti più semplici per crescere all’interno del mercato unico.
Avviare un’impresa in 48 ore: le novità del modello europeo
Tra gli elementi più rilevanti della proposta emerge la possibilità di registrare una nuova impresa entro 48 ore, con un costo inferiore ai 100 euro e senza requisiti minimi di capitale. Una semplificazione che punta a favorire l’accesso all’imprenditorialità, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta al mondo delle imprese.
Il sistema si basa su un’interfaccia digitale unica a livello europeo, attraverso la quale sarà possibile gestire l’intero ciclo di vita dell’azienda: dalla costituzione alla gestione amministrativa, fino alle eventuali procedure di chiusura o riavvio.
Un registro centralizzato, anch’esso digitale, consentirà di uniformare le informazioni e facilitare le operazioni transfrontaliere, riducendo le complessità legate alle diverse normative nazionali.
Meno burocrazia e maggiore attrattività per gli investimenti
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia volta a rendere l’Unione europea un ambiente più attrattivo per gli investimenti. Procedure fallimentari semplificate e strumenti per il riavvio delle attività imprenditoriali rappresentano un ulteriore tassello di questo approccio, che mira a ridurre il rischio percepito da chi decide di investire.
La standardizzazione delle regole dovrebbe inoltre favorire la mobilità delle imprese all’interno dell’Unione, permettendo di operare in più Paesi senza dover affrontare ogni volta sistemi normativi differenti.
Secondo la Commissione, questo nuovo quadro potrebbe contribuire a trattenere in Europa realtà imprenditoriali che oggi scelgono altri mercati, oltre a incentivare il ritorno di aziende che hanno delocalizzato.
Il punto di vista delle imprese: opportunità per le PMI
Dal mondo delle imprese arrivano segnali di interesse, in particolare per quanto riguarda le piccole e medie imprese. Confcommercio ha espresso una valutazione positiva del progetto, sottolineando come la riduzione della burocrazia e dei costi di avvio possa rappresentare un incentivo concreto alla nascita di nuove attività.
Secondo il vicepresidente con delega all’internazionalizzazione, Riccardo Garosci, il modello potrebbe favorire l’immediata operatività delle imprese, aprire nuove opportunità occupazionali e offrire ai giovani uno strumento più accessibile per sviluppare idee imprenditoriali con una dimensione internazionale.
Resta ora il passaggio istituzionale, con il lavoro delle Commissioni del Parlamento europeo chiamate a definire la bozza della futura direttiva. Da questo iter dipenderà la traduzione concreta di un progetto che punta a ridisegnare il modo di fare impresa in Europa.
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