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Economia circolare e substrati di coltivazione: a Myplant il confronto sulle alternative alla torba

23/02/2026

Economia circolare e substrati di coltivazione: a Myplant il confronto sulle alternative alla torba

Ridurre l’impiego della torba nei substrati di coltivazione non è più soltanto un tema tecnico, ma una questione strategica che coinvolge l’intera filiera del verde. Se ne è discusso nell’ambito di Myplant & Garden, durante il convegno “Economia circolare e substrati di coltivazione: alternative alla torba”, promosso da Confartigianato Imprese del Verde, Consorzio Italiano Compostatori (CIC) e CREA, con ACER media partner.

L’iniziativa, patrocinata dalla Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana (SOI), dal Collegio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati e dal Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati, ha riunito imprese, professionisti, ricercatori e operatori del settore per un confronto puntuale su prospettive, criticità e opportunità legate all’evoluzione dei substrati in chiave sostenibile.

Compost e materiali alternativi: qualità e standard al centro

Ad aprire i lavori è stato Pietro Guadalupi, vicepresidente di Confartigianato Imprese del Verde, che ha richiamato l’importanza di creare occasioni di approfondimento tecnico e dialogo tra i diversi attori della filiera. A seguire, gli interventi di Massimo Centemero, direttore generale del CIC, e di Sonia Cacini, primo ricercatore CREA Orticoltura e Florovivaismo, hanno offerto un quadro aggiornato sulle possibilità di impiego del compost e di altri materiali come alternative alla torba.

La progressiva riduzione dell’utilizzo della torba – risorsa naturale non rinnovabile e oggetto di crescente attenzione a livello europeo – apre spazi concreti per soluzioni fondate sull’economia circolare, valorizzando il compost derivante dalla frazione organica dei rifiuti. Un passaggio che crea nuove sinergie tra manutentori del verde, produttori di substrati e settore del riciclo.

Centemero ha sottolineato come la qualità tecnica del compost rappresenti un nodo centrale. Per questo ha richiamato l’importanza di dotarsi di un sistema di assicurazione della qualità, come quello sviluppato dal CIC oltre vent’anni fa e oggi in evoluzione verso un modello di certificazione. La standardizzazione e la tracciabilità del prodotto diventano elementi decisivi per favorire la fiducia del mercato e garantire prestazioni agronomiche affidabili.

Ricerca e trasferimento tecnologico: un ponte con le imprese

Dal punto di vista scientifico, Sonia Cacini ha evidenziato la necessità di disporre di materiali con caratteristiche tecniche elevate e costanti, ma anche di sviluppare protocolli di analisi e modalità di impiego facilmente trasferibili al mondo operativo. Il collegamento tra ricerca e applicazione pratica costituisce un passaggio essenziale per accompagnare la transizione verso substrati più sostenibili.

Giancarlo Mannini, presidente di Confartigianato Imprese del Verde, ha definito il seminario un valore aggiunto per l’attività della categoria, sottolineando come la collaborazione con il CIC e il CREA rafforzi il dialogo tra competenze scientifiche e operative. L’impegno dell’associazione proseguirà nella promozione di momenti di formazione e informazione rivolti alle imprese.

Il confronto emerso a Myplant conferma che l’economia circolare applicata ai substrati di coltivazione rappresenta una leva strategica per il comparto del verde. Le scelte in materia di materiali e processi produttivi incidono sull’impatto ambientale, sulla competitività delle imprese e sulla conformità alle future evoluzioni normative, delineando un percorso di innovazione che coinvolge l’intera filiera.

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Claudio Banfi

Content writer con esperienza in attualità, cronaca e tecnologia scrive notizie da 10 anni, amo correre