Dl Energia, Confartigianato: “Rischio nuovi costi sulle micro e piccole imprese”
19/02/2026
Preoccupazione per la nuova versione del Dl Energia, attesa all’esame del Consiglio dei Ministri. A esprimerla è Confartigianato, secondo cui il testo presenterebbe elementi critici e, rispetto alle bozze precedenti, un peggioramento delle misure relative agli oneri generali di sistema a carico delle micro e piccole imprese.
Al centro delle osservazioni c’è l’ipotesi di allungare fino a dieci anni il pagamento degli oneri, con un tasso di interesse del 6%. Una soluzione che, secondo la Confederazione, determinerebbe un effetto solo apparente di alleggerimento della bolletta, riducendo il costo annuale ma aumentando l’impatto complessivo nel tempo. Il costo totale stimato si aggirerebbe intorno ai 10 miliardi di euro.
Oneri e squilibri competitivi
La misura interesserebbe circa 6,7 milioni di punti di prelievo delle piccole imprese alimentate in bassa tensione. Tra questi, oltre 650mila riguardano realtà manifatturiere attive nelle filiere tipiche del made in Italy, già esposte a un differenziale competitivo rispetto ai produttori energivori e all’aumento dei prezzi dell’energia.
Confartigianato sottolinea inoltre che il costo degli interessi continuerebbe a essere ripartito secondo criteri ritenuti sperequati, con le piccole imprese chiamate a contribuire per circa il 50% del gettito richiesto agli usi industriali.
“Non si può chiedere ancora una volta alle micro e piccole imprese di sostenere la parte più pesante dei costi, diluendo al contempo i benefici – afferma il presidente Marco Granelli –. Così si aggravano le distorsioni anziché correggerle”.
Rinnovabili e costi del gas in bolletta
Per quanto riguarda gli accordi di lungo periodo per l’energia rinnovabile, viene eliminata l’esclusione delle PMI, ma restano, secondo la Confederazione, vincoli stringenti all’aggregazione, con il coinvolgimento di Acquirente Unico e nuove linee guida ARERA. Strumenti che in passato non avrebbero registrato un’ampia adesione a causa della complessità burocratica.
Ulteriori timori riguardano il trasferimento in bolletta elettrica di una quota dei costi del gas utilizzato dalle centrali termoelettriche. Gli effetti sui prezzi finali sono considerati incerti e la misura, subordinata al via libera dell’Unione europea, potrebbe incidere sulla tariffa di distribuzione, sostenuta in larga parte da piccole imprese e famiglie.
“La piccola impresa non può essere considerata un bancomat – conclude Granelli –. Servono scelte coerenti che la riconoscano come risorsa strategica per il Paese”.
Il confronto sul Dl Energia si annuncia dunque serrato, con le organizzazioni di categoria che chiedono interventi capaci di riequilibrare il sistema senza scaricare ulteriori oneri sulle realtà produttive di minori dimensioni.
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Laureata in Psicologia, ama scrivere articoli di filosofia, salute e benessere. Amante dei viaggi in solitaria.