Digital Health e biomedicale: DTD e Fondazione Ugo Bordoni rafforzano la collaborazione
06/02/2026
Il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri e la Fondazione Ugo Bordoni rafforzano la propria collaborazione con l’obiettivo di promuovere e finanziare progetti innovativi e servizi digitali ad alto impatto sociale nei settori della Digital Health e del biomedicale. L’iniziativa si colloca nel quadro delle politiche pubbliche dedicate alla modernizzazione della sanità, con un approccio orientato a soluzioni tecnologiche concrete e già prossime alla fase applicativa.
L’accordo è stato firmato il 18 dicembre 2025, di concerto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ed è stato approvato dal Comitato Interministeriale per la Transizione Digitale. La finalità è sostenere enti di ricerca, spin-off, start-up e PMI impegnati nello sviluppo di tecnologie avanzate per la sanità, in grado di migliorare l’efficienza dei servizi e la qualità dell’esperienza per pazienti e operatori.
Governance del progetto e ruolo della Fondazione Ugo Bordoni
In qualità di soggetto attuatore, la Fondazione Ugo Bordoni curerà le fasi di progettazione e attuazione dell’iniziativa, mettendo a sistema competenze scientifiche consolidate nell’ambito delle telecomunicazioni, dell’intelligenza artificiale, del cloud e della gestione dei dati. Le attività saranno svolte in coordinamento costante con il DTD, che garantirà il monitoraggio dell’avanzamento, la coerenza progettuale e la qualità esecutiva degli interventi finanziati.
L’iniziativa, dal valore complessivo di 20 milioni di euro a valere sul Fondo Innovazione, è stata avviata nel 2026 e si concluderà a dicembre 2027. Il perimetro temporale definito consente una pianificazione strutturata degli investimenti e una valutazione puntuale dei risultati, con attenzione alla sostenibilità e alla scalabilità delle soluzioni sviluppate.
Tecnologie abilitanti e casi d’uso prioritari
I progetti selezionati dovranno privilegiare tecnologie sanitarie avanzate con un livello di prototipazione già significativo. L’obiettivo è favorire soluzioni che integrino dispositivi esistenti o abilitino la creazione di nuovi strumenti, facendo leva su 5G, cloud, edge computing, intelligenza artificiale e modelli evoluti di interoperabilità dei dati, superando vincoli spazio-temporali che oggi limitano l’erogazione dei servizi sanitari.
Tra gli ambiti di riferimento rientrano la diagnosi collaborativa federata supportata dall’AI; il supporto remoto a interventi chirurgici complessi; la riabilitazione a distanza e il telemonitoraggio avanzato, anche tramite realtà estesa. Particolare attenzione è riservata alla logistica intelligente per farmaci termolabili, basata su AI, IoT, cloud e tracciamento 5G, nonché a piattaforme di farmacovigilanza in tempo reale. Ulteriori casi d’uso includono laboratori diagnostici distribuiti e interconnessi via 5G e cloud, dispositivi biomedicali indossabili o impiantabili e strumenti innovativi per chirurgia e riabilitazione, con applicazioni che spaziano dalle protesi intelligenti ai nuovi materiali biocompatibili.
L’impianto dell’iniziativa riflette una strategia che mira a incidere sulla sanità quotidiana, come evidenziato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione Alessio Butti, e dal Direttore Generale della Fondazione Ugo Bordoni Alessio Zagaglia, sottolineando la volontà di tradurre l’innovazione tecnologica in benefici misurabili per il sistema sanitario nazionale.
Articolo Precedente
Milano Cortina 2026: previsto un impatto economico di 6,1 miliardi
Content writer con esperienza in attualità, cronaca e tecnologia scrive notizie da 10 anni, amo correre