Dichiarazioni 2023, MEF: IRES a 56,4 miliardi (+13,8%) e IRAP a 30 miliardi (+8,5%)
28/02/2026
Il Ministero dell’economia e delle finanze ha pubblicato le statistiche sulle dichiarazioni IRES e IRAP riferite all’anno d’imposta 2023, presentate nel corso del 2024 e del 2025. La fotografia che emerge parla di imponibili in crescita, imposte dichiarate in aumento e di un impatto tangibile del rialzo dei tassi sui costi finanziari delle imprese. Un dato metodologico resta centrale: nel perimetro rientrano anche società di capitali ed enti non commerciali con esercizi “a cavallo”, per i quali il periodo d’imposta 2023 si chiude nel 2024; l’inclusione delle dichiarazioni “Redditi ENC” completa il quadro statistico dell’annualità.
IRES: più gettito dichiarato, redditi d’impresa in aumento e settori trainanti
L’IRES totale dichiarata raggiunge 56,4 miliardi di euro, con un incremento del 13,8% rispetto al 2022. La composizione evidenzia 37,2 miliardi dichiarati da società di capitali non aderenti al consolidato (+11,3%), 18,4 miliardi dalle consolidanti (+19,6%) e 768,1 milioni dagli enti non commerciali (+6,6%).
Le dichiarazioni delle società di capitali per il 2023 sono 1.383.554, in crescita del 2%; il 91,7% è costituito da società a responsabilità limitata, confermando il ruolo dominante della Srl nell’architettura giuridica dell’impresa italiana.
Il reddito d’impresa fiscalmente rilevante si attesta a 287,8 miliardi di euro (+12,8%). Tra i comparti che mostrano i maggiori aumenti spiccano servizi di alloggio e ristorazione (+39,6%), costruzioni (+37,7%) e attività finanziarie e assicurative (+27,6%). Indicatori che raccontano una dinamica espansiva non uniforme, con filiere che accelerano e altre che restano più esposte a margini, costi energetici e condizioni di credito.
ACE, interessi passivi e crediti d’imposta: le leve fiscali e l’effetto tassi
Sul fronte ACE, nel 2023 trova applicazione il solo rendimento nozionale dell’1,3% sulle variazioni in aumento del capitale (ACE ordinaria). Le società di capitali con ACE spettante sono 362.084, con una deduzione potenziale di circa 26,0 miliardi (+1,2%). L’eccedenza pregressa è pari a 14,1 miliardi (-2,4%) e la deduzione non utilizzata, riportabile agli anni successivi, ammonta a 14,9 miliardi (-3,0%). L’ACE risulta utilizzata da 260.163 società per 4,6 miliardi, mentre nell’ambito del consolidato l’agevolazione è fruita direttamente o indirettamente per circa 6 miliardi.
La sezione sugli interessi passivi è tra le più indicative per leggere l’anno: gli interessi di competenza del periodo d’imposta ammontano a 98,2 miliardi, con un balzo del 115,9% rispetto al 2022; quelli riportati da periodi precedenti sono 37,6 miliardi (+0,8%). Il MEF collega l’aumento alla politica monetaria restrittiva e al rialzo dei tassi, con impatto marcato nelle attività finanziarie e assicurative. La quota complessiva di interessi deducibili (inclusi quelli pregressi) è circa 87,5 miliardi, pari al 64,4% del totale; la percentuale sale all’88% per le società con volume d’affari tra 5.165.000 e 25.000.000 euro.
Capitolo crediti d’imposta: per il 2023 emergono, in particolare, quelli per investimenti in beni strumentali “4.0”. Il credito per beni materiali 4.0 è dichiarato da oltre 29 mila soggetti per 2,1 miliardi; quello per beni immateriali 4.0 da oltre 4,7 mila società per 86,8 milioni; il credito per R&S, transizione ecologica e innovazione tecnologica (L. 160/2019) da oltre 11,8 mila soggetti per 920 milioni, con alcune misure finanziate anche tramite PNRR.
Sul versante enti non commerciali (modello Redditi ENC), i contribuenti sono 145.162 (+0,7%), con 5.859 Onlus (-1,2%). Il reddito complessivo dichiarato è 4,2 miliardi e l’imponibile 4 miliardi; l’IRES netta complessiva è circa 768 milioni (+6,6%).
IRAP: base imponibile a 580 miliardi e imposta dichiarata a 30 miliardi
Le dichiarazioni IRAP per l’anno d’imposta 2023 sono 2.110.970 (+0,4%). La distribuzione territoriale vede il 28,4% dei contribuenti nel Nord-Ovest, il 21,4% nel Nord-Est, il 23,2% nel Centro e il 27% nel Sud e nelle Isole.
I soggetti (incluse le PA) che dichiarano un valore della produzione al netto di deduzioni del costo del lavoro e quota Patent box diverso da zero sono 1.851.661 (+0,9%), per 526 miliardi (+10,8%). La base imponibile complessiva risulta pari a 580 miliardi (+9,7%) e include la base dell’attività istituzionale della PA, determinata dalle retribuzioni corrisposte: 125 miliardi (+0,4%).
L’imposta IRAP dichiarata nel 2023 è di 30 miliardi (+8,5%), con valore medio di 23.140 euro; l’aumento riguarda soprattutto le società di capitali (+14,5%).
Con la pubblicazione dei dati delle società di capitali, il Dipartimento delle Finanze rende consultabili le statistiche 2023 sull’intero universo di 3.053.503 imprese: 1.117.044 ditte individuali, 552.905 società di persone e 1.383.554 società di capitali ed enti commerciali.