Ddl minori sui social, il Garante privacy chiarisce: “Le criticità tecniche erano già state risolte”
31/03/2026
Il Garante per la protezione dei dati personali interviene per chiarire la propria posizione sul disegno di legge dedicato alla tutela dei minori nella dimensione digitale, dopo le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione e del Merito secondo cui il provvedimento sarebbe fermo soprattutto per motivi tecnici legati alla privacy. In una nota diffusa il 30 marzo 2026, l’Autorità precisa che le criticità del testo originario sotto il profilo della protezione dei dati personali erano già state affrontate tra agosto e i primi di settembre 2025.
Il passaggio centrale della precisazione è netto. Il Garante spiega infatti che il Governo aveva coinvolto l’Autorità proprio per risolvere i punti problematici presenti nella prima versione del ddl e che il nuovo testo presentato dal relatore il 24 settembre 2025 recepisce le indicazioni formulate sui profili sottoposti alla sua attenzione. In sostanza, la questione privacy, almeno per quanto riguarda le osservazioni del Garante, risulta già affrontata nel testo successivamente riformulato.
Il nodo non è più tecnico, ma riguarda lo stop in Commissione
La precisazione dell’Autorità sposta quindi il punto del dibattito. Secondo il Garante, l’esame del provvedimento in Commissione risulta fermo al 21 ottobre 2025, per ragioni che non risultano note all’Autorità stessa. È un chiarimento importante, perché delimita con precisione il perimetro del ruolo svolto dal Garante e respinge l’idea che il blocco del ddl dipenda ancora da rilievi tecnici in materia di privacy.
Il dato trova conferma anche nella scheda ufficiale del Senato relativa all’Atto n. 1136, intitolato “Disposizioni per la tutela dei minori nella dimensione digitale”, dove l’iter risulta effettivamente “in corso di esame in commissione” con ultimo avanzamento registrato proprio il 21 ottobre 2025. Nei materiali parlamentari si ricorda inoltre che il 24 settembre 2025 era stato adottato un testo unificato e che successivamente si era aperta la fase emendativa
Una precisazione che riapre il piano politico
La nota del Garante non entra nel merito politico del provvedimento, ma produce un effetto chiaro: riporta la discussione sul terreno corretto. Se il testo riformulato ha già recepito le osservazioni privacy dell’Autorità, allora lo stallo del ddl sembra dipendere da dinamiche parlamentari o da altre valutazioni non riconducibili direttamente al Garante. In un dossier delicato come quello della protezione dei minori online, della verifica dell’età e della responsabilità delle piattaforme digitali, il chiarimento assume quindi un peso rilevante anche sul piano pubblico.
Il quadro che emerge, allo stato, è semplice: il Garante afferma di aver già collaborato alla correzione delle criticità tecniche del testo; il nuovo impianto le avrebbe recepite; l’esame parlamentare, invece, non ha registrato sviluppi dopo il 21 ottobre 2025. È su questo passaggio che ora si concentra inevitabilmente l’attenzione, perché il tema della tutela dei minori nell’ambiente digitale resta uno dei più sensibili e discussi del confronto legislativo degli ultimi mesi.
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Laureata in Psicologia, ama scrivere articoli di filosofia, salute e benessere. Amante dei viaggi in solitaria.