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Cutro, tre anni dopo: UNHCR e OIM chiedono più soccorsi e canali regolari

26/02/2026

Cutro, tre anni dopo: UNHCR e OIM chiedono più soccorsi e canali regolari
Foto di: https://www.tanadelcobra.com/il-naufragio-di-cutro-un-sintomo-di-una-problematica-complessa/

Tre anni fa, nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, il naufragio di Steccato di Cutro spezzò almeno 94 vite. Uomini, donne e bambini provenienti in gran parte da Afghanistan, Pakistan, Siria e Iran morirono a pochi metri dalla costa calabrese. Oggi, nel ricordare quell’anniversario, UNHCR e OIM riportano l’attenzione su una rotta che continua a essere la più letale al mondo: il Mediterraneo centrale.

Secondo i dati del progetto Missing Migrants dell’OIM, nel 2025 lungo questa rotta hanno perso la vita almeno 1.330 persone, molte delle quali minori. Un numero che non restituisce pienamente la dimensione della tragedia: numerosi naufragi non lasciano superstiti o non vengono registrati, rendendo impossibile una stima definitiva delle vittime e dei dispersi.

Un bilancio che continua ad aggravarsi

Al 24 febbraio 2026 le vittime accertate nel Mediterraneo centrale sono già 503, oltre un terzo del totale dell’intero anno precedente in meno di due mesi. In questi giorni continuano i recuperi di corpi sulle spiagge italiane. È stato inoltre segnalato un grave naufragio al largo di Tobruk, in Libia, con almeno 30 morti.

Per UNHCR e OIM queste morti sono il risultato diretto dell’azione delle reti criminali che organizzano le traversate, caricando migranti e rifugiati su imbarcazioni sovraffollate e inadeguate, spesso in condizioni meteorologiche proibitive. Ma rappresentano anche l’effetto di un sistema che non offre alternative concrete e percorsi regolari sufficienti, lasciando molte persone senza vie d’accesso sicure.

L’appello a un’azione coordinata

“Il salvataggio in mare è un obbligo giuridico e deve restare una priorità assoluta”, afferma Salvatore Sortino, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell’OIM, sottolineando la necessità di rafforzare le operazioni di ricerca e soccorso. Alla prevenzione delle tragedie, aggiunge, deve affiancarsi un’azione incisiva contro i trafficanti e un ampliamento dei canali di ingresso sicuri e regolari.

Chiara Cardoletti, Rappresentante UNHCR per l’Italia, Malta, la Santa Sede e San Marino, evidenzia come fenomeni di questa portata non possano essere affrontati da un singolo Stato. Serve un approccio multilaterale e coordinato tra Paesi di origine, transito e destinazione, capace di garantire protezione a chi ne ha diritto e di condividere responsabilità e soluzioni.

Le due organizzazioni chiedono un’azione europea più coesa: potenziamento del sistema di ricerca e soccorso, sbarchi tempestivi in porti sicuri, accesso effettivo alla protezione internazionale e sviluppo di soluzioni durevoli. Ampliare in modo concreto i canali regolari di ingresso viene indicato come elemento centrale per ridurre la dipendenza dalle reti criminali.

Ricordare Cutro, nella prospettiva di UNHCR e OIM, significa assumere un impegno che guardi al presente: trasformare la memoria in responsabilità, affinché tragedie simili non si ripetano lungo una rotta che continua a segnare il confine più drammatico d’Europa.

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Elena Scopece

Laureata in Psicologia, ama scrivere articoli di filosofia, salute e benessere. Amante dei viaggi in solitaria.