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Crisi in Medio Oriente, Italia al Consiglio UE-Golfo: appello alla de-escalation

07/03/2026

Crisi in Medio Oriente, Italia al Consiglio UE-Golfo: appello alla de-escalation

L’Italia ha partecipato al Consiglio Affari Esteri straordinario tra Unione Europea e Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), convocato per discutere le tensioni crescenti in Medio Oriente dopo gli attacchi che hanno coinvolto l’Iran e diversi Stati della regione.

A rappresentare il governo italiano è stata la sottosegretaria agli Esteri Maria Tripodi, intervenuta su delega del ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani.

La riunione ha offerto l’occasione per fare il punto sulla situazione nella regione del Golfo, dove i Paesi membri del GCC sono stati indicati come possibili obiettivi di ritorsioni iraniane dopo l’escalation militare innescata dagli attacchi di Stati Uniti e Israele.

Solidarietà europea ai Paesi del Golfo

Nel suo intervento, la sottosegretaria Tripodi ha espresso la solidarietà dell’Italia verso gli Stati colpiti dal conflitto e ha ringraziato le autorità locali per il supporto fornito nelle operazioni di rimpatrio dei cittadini italiani presenti nell’area.

Durante il confronto i ministri hanno discusso degli attacchi iraniani contro diversi Paesi del GCC, che avrebbero colpito infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi, servizi essenziali e aree residenziali, con conseguenze dirette sulla sicurezza delle popolazioni locali.

I partecipanti hanno concordato sulla necessità di intensificare gli sforzi diplomatici per ridurre la tensione nella regione.

Nel corso della riunione è stata inoltre adottata una dichiarazione congiunta UE-GCC, sostenuta e negoziata anche dall’Italia, con l’obiettivo di ribadire la solidarietà europea ai partner del Golfo e promuovere una rapida de-escalation delle tensioni.

Il documento richiama l’impegno per la stabilità regionale, la protezione dei civili e il rispetto del diritto internazionale, del diritto umanitario e dei principi della Carta delle Nazioni Unite.

Energia e sicurezza dello Stretto di Hormuz

Tra i temi centrali del vertice è stata evidenziata anche la situazione dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più importanti per il commercio energetico mondiale.

Attraverso questo corridoio transitano oltre 20 milioni di barili di petrolio al giorno, pari a circa un quinto dei consumi globali e a circa il 25% del greggio trasportato via mare.

I partecipanti hanno discusso dei possibili rischi connessi a una eventuale chiusura dello stretto, che potrebbe generare effetti significativi sui mercati energetici internazionali.

Secondo quanto emerso nel corso della riunione, il sistema energetico globale si presenta oggi più preparato rispetto alle crisi del passato grazie a livelli di scorte più elevati e a una maggiore capacità produttiva.

Per l’Italia, caratterizzata da una forte diversificazione delle importazioni petrolifere e da una quota rilevante di gas approvvigionata tramite gasdotti, il rischio principale riguarda soprattutto l’aumento dei prezzi dell’energia, più che la disponibilità fisica delle forniture.

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Elena Scopece

Laureata in Psicologia, ama scrivere articoli di filosofia, salute e benessere. Amante dei viaggi in solitaria.