Crisi del Golfo, oltre 3.800 società italiane hanno soci dal Medio Oriente
02/04/2026
La crisi del Golfo non riguarda soltanto energia, rotte commerciali e mercati finanziari, ma tocca in modo diretto anche il tessuto produttivo italiano. Secondo un’elaborazione di InfoCamere sui dati del Registro delle Imprese aggiornati al 31 dicembre 2025, sono 3.839 le società italiane partecipate da soci residenti nei Paesi del Golfo Persico e del Medio Oriente, per un totale di 415 milioni di euro di partecipazioni societarie. Si tratta di una presenza che, per dimensione e distribuzione, appare ormai strutturale e non episodica.
La composizione geografica degli investimenti mostra una netta prevalenza di Emirati Arabi Uniti e Qatar, che insieme concentrano circa il 60% del capitale complessivo dell’area investito in Italia. Gli Emirati guidano la classifica con 169,4 milioni di euro, pari al 40,8% del totale, distribuiti su 323 imprese. Il Qatar segue con 83,4 milioni, cioè il 20,1%, ma con una presenza molto più concentrata, limitata a 32 società, elemento che segnala partecipazioni mediamente più consistenti. Dopo di loro si collocano Israele con 59,1 milioni, Libano con 42,3 milioni, Arabia Saudita con 21,6 milioni e Iran con 20,8 milioni.
Manifattura, trasporti e finanza i comparti più esposti
L’analisi settoriale conferma che i capitali medio-orientali in Italia si orientano soprattutto verso comparti ad alta intensità di capitale e valore tecnologico. Il settore manifatturiero assorbe da solo 185,1 milioni di euro, pari al 44,6% del totale. Seguono trasporto e magazzinaggio, con 52,3 milioni e un’incidenza del 12,6%, e le attività finanziarie e assicurative, con 44,7 milioni e il 10,8% del portafoglio complessivo. È una distribuzione che mostra un interesse concentrato su settori strategici, con ricadute potenzialmente significative in una fase di forti tensioni geopolitiche nell’area.
Non si tratta, inoltre, soltanto di partecipazioni di minoranza. La quota media di possesso nelle imprese partecipate si attesta al 6,9%, ma sale in modo molto marcato per alcuni Paesi: nel caso del Qatar arriva al 61,9%, per l’Oman al 46,2% e per gli Emirati Arabi Uniti al 34,2%. Dati che suggeriscono la presenza di partnership strutturate e, in alcuni casi, di ruoli di forte rilievo nelle compagini societarie.
Lombardia e Lazio in testa per numero di imprese coinvolte
Sul piano territoriale, la regione con il maggior numero di società partecipate da soci medio-orientali è la Lombardia, con 1.398 imprese, seguita dal Lazio con 799. Più distanziate si trovano Toscana con 320, Emilia-Romagna con 272 e Veneto con 254. La distribuzione conferma che l’esposizione ai capitali dell’area del Golfo e del Medio Oriente si concentra soprattutto nelle regioni a più alta densità produttiva e finanziaria del Paese.
Nel commentare i dati, il presidente di InfoCamere Antonio Santocono ha sottolineato che il Registro delle Imprese consente di leggere in tempo reale la geografia degli investimenti esteri nel sistema produttivo nazionale, offrendo una mappatura dettagliata per Paese di provenienza, settore e quota di partecipazione. Il quadro che emerge, ha osservato, mostra come quasi 4mila imprese italiane partecipate per oltre 400 milioni di euro rappresentino una componente ormai radicata del sistema economico italiano, tanto più rilevante in un contesto internazionale segnato da forte instabilità.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to