Confcommercio, il Forum compie 25 anni e porta a Roma il confronto su Europa, geopolitica e capitale umano
08/04/2026
Arriva alla venticinquesima edizione il Forum internazionale di Confcommercio “I protagonisti del mercato e gli scenari per gli anni 2000”, appuntamento che negli anni si è imposto come uno dei luoghi più riconoscibili del confronto tra istituzioni, impresa, economia e rappresentanza sociale. L’edizione in programma martedì 14 e mercoledì 15 aprile a Villa Miani, a Roma, nasce in collaborazione con The European House – Ambrosetti e sceglie di misurarsi con alcune delle questioni che oggi incidono più profondamente sulla traiettoria europea: la governance economica, la competitività, i nuovi assetti geopolitici, il valore strategico dell’istruzione e della formazione, il rapporto tra mercato del lavoro, imprese e classi dirigenti.
Il quadro dentro cui si colloca il Forum è quello di un’Europa costretta a ridefinire il proprio ruolo in uno scenario internazionale più instabile, dove crescita, sicurezza economica, transizione tecnologica e qualità del capitale umano non possono più essere trattati come capitoli separati. Confcommercio sceglie di affrontare questi temi chiamando a raccolta ministri, esponenti delle istituzioni europee, economisti, studiosi, rappresentanti del mondo sindacale e protagonisti del dibattito pubblico. Ne esce un programma che prova a tenere insieme lettura dei grandi equilibri e impatto sulle scelte concrete di chi produce, lavora, investe e forma competenze.
Un’agenda costruita attorno al ruolo dell’Europa
L’apertura dei lavori, nella mattinata di martedì 14 aprile alle 10.30, sarà affidata alla conferenza stampa del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, che presenterà un’analisi dell’Ufficio Studi dedicata alla crisi internazionale, al ruolo del terziario e al capitale umano. È una scelta che colloca subito il Forum su un terreno concreto: non soltanto una riflessione teorica sugli assetti globali, ma una lettura che parte dal peso dei servizi nell’economia italiana e dalla qualità delle competenze come fattore di tenuta e sviluppo.
La prima giornata riunirà un parterre che dà bene la misura delle ambizioni dell’iniziativa. Sono annunciati il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, Raffaele Fitto per la Commissione europea, Giulio Tremonti, Massimo D’Alema, Piero Cipollone della BCE, Milena Messori della BEI, Anna Roscio di Intesa Sanpaolo, gli studiosi Huang Jing e Marc Lazar, oltre a Federico Rampini. È inoltre previsto l’intervento del vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani. A rendere ancora più rilevante il programma sarà la presenza del Premio Nobel per l’Economia 2025 Philippe Aghion, voce di particolare autorevolezza nel dibattito sui rapporti tra innovazione, crescita e politiche pubbliche.
Geopolitica, competitività e qualità delle classi dirigenti
Il filo che attraversa l’intera manifestazione è la consapevolezza che l’Europa si trovi in una fase in cui non basta difendere i propri equilibri interni, ma occorre ripensare la propria capacità di stare nel mondo. La governance economica, in questa prospettiva, non è materia per addetti ai lavori: riguarda la possibilità di sostenere investimenti, affrontare la concorrenza globale, governare la transizione energetica e digitale, reggere l’urto delle tensioni internazionali e rafforzare il tessuto produttivo. Il tema della competitività viene così letto insieme a quello della qualità delle istituzioni e della tenuta del capitale umano, cioè delle competenze che rendono possibile la crescita.
Dentro questo ragionamento, il Forum dedica uno spazio importante anche alla formazione delle nuove generazioni e alla costruzione delle classi dirigenti. La scelta di inserire istruzione, competenze e lavoro tra i temi centrali dell’edizione non appare affatto accessoria. È il riconoscimento di un punto essenziale: in una fase segnata da transizioni acceleratissime e da un contesto internazionale sempre più selettivo, la qualità del sistema educativo e la capacità di aggiornare le competenze diventano una questione economica, civile e strategica insieme.
La seconda giornata guarda a scuola, lavoro e rappresentanza sociale
Questa impostazione emergerà con particolare evidenza nella giornata di mercoledì 15 aprile, quando il confronto si sposterà con maggiore decisione sul rapporto tra formazione, lavoro e coesione sociale. Parteciperanno il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, Giuliano Amato, il cardinale Gianfranco Ravasi, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil – Maurizio Landini, Daniela Fumarola e PierPaolo Bombardieri – insieme al vicepresidente di Confcommercio Mauro Lusetti, ad Andrea Gavosto della Fondazione Agnelli e a Barbara De Micheli della Fondazione Giacomo Brodolini.
La composizione del panel dice molto del taglio scelto dagli organizzatori. Non c’è soltanto l’analisi economica o istituzionale, ma la volontà di mettere a confronto punti di vista diversi sul futuro del lavoro, sul ruolo della scuola, sulla formazione permanente e sulla responsabilità sociale delle imprese. In un momento in cui l’Europa discute di produttività, innovazione e autonomia strategica, il Forum sembra ricordare che nessuna strategia può reggere senza un investimento serio sulla qualità delle persone, delle competenze e dei corpi intermedi che danno forma alla vita economica.
Il Forum si conferma così uno spazio di confronto che guarda oltre la contingenza. Non un semplice cartellone di interventi autorevoli, ma una sede nella quale si prova a tenere insieme lettura degli scenari e domande di direzione politica, economica e culturale. Nel pieno di una fase storica in cui l’Europa cerca un nuovo equilibrio tra apertura, protezione e crescita, Confcommercio sceglie di riportare al centro una questione che riguarda tutti: come si costruisce competitività senza impoverire la società, e come si forma una classe dirigente capace di stare all’altezza del tempo che viene.