Caricamento...

Città 365 Logo Città 365

Confagricoltura chiede più risorse per il credito d’imposta 4.0 destinato all’agricoltura

06/04/2026

Confagricoltura chiede più risorse per il credito d’imposta 4.0 destinato all’agricoltura

Il ripristino della dotazione finanziaria per le imprese che hanno effettuato investimenti nell’ambito di Transizione 5.0 nell’ultima parte del 2025 viene accolto come un segnale positivo, ma per Confagricoltura il quadro resta incompleto. L’organizzazione torna infatti a sollecitare un intervento sul credito d’imposta 4.0 rivolto al settore della produzione primaria, giudicando del tutto insufficiente la disponibilità attualmente prevista dalla legge di bilancio per il 2026.

Il nodo è soprattutto quantitativo. La misura destinata alle imprese agricole parte infatti con un limite complessivo di spesa pari a soli 2,1 milioni di euro, una soglia che secondo Confagricoltura non è in grado di sostenere in modo reale il percorso di innovazione richiesto al comparto. In una fase economica segnata da instabilità diffuse, tensioni sui mercati e pressione crescente sui costi di produzione, il tema degli investimenti tecnologici torna così al centro del confronto tra rappresentanza agricola e istituzioni.

Il divario con gli altri settori della filiera

La questione sollevata da Confagricoltura riguarda il rischio che le imprese agricole si trovino a operare in condizioni meno favorevoli rispetto ad altri segmenti della filiera agroindustriale. Mentre altri comparti possono contare su strumenti più robusti, come l’iper-ammortamento, la produzione primaria resta vincolata a una misura considerata troppo debole per avere un impatto concreto sulla modernizzazione delle aziende.

Il riferimento al Tavolo MIMIT di ieri va letto proprio in questa chiave. Da un lato è stata confermata la volontà di rifinanziare le misure per gli investimenti già effettuati nel quadro di Transizione 5.0; dall’altro è stato annunciato anche un ulteriore incremento di 1,4 miliardi di euro per la dotazione dell’iper-ammortamento. Per il settore agricolo, però, resta aperta una disparità che rischia di rallentare l’adozione di strumenti digitali, macchinari innovativi e soluzioni tecnologiche ormai decisive per la gestione aziendale.

L’argomento non riguarda soltanto l’equilibrio tra comparti produttivi, ma la capacità stessa dell’agricoltura italiana di restare competitiva in un mercato che richiede maggiore efficienza, precisione nell’uso delle risorse, contenimento degli sprechi e qualità costante delle produzioni.

Innovazione agricola e sicurezza della produzione

Nel ragionamento di Confagricoltura, il rafforzamento del credito d’imposta 4.0 non viene presentato come una richiesta settoriale fine a sé stessa, ma come una leva necessaria per sostenere un ambito strategico come quello alimentare. La produzione agricola, infatti, si misura ogni giorno con variabili che vanno dal clima alla volatilità dei prezzi energetici, fino alla pressione esercitata dai mercati internazionali e dalle nuove regole sulla sostenibilità.

In un contesto definito di poli-crisi, investire in innovazione significa mettere le aziende nella condizione di reagire meglio agli shock, migliorare la produttività e rendere più solida la capacità di risposta alla domanda di beni essenziali. Per questo l’associazione insiste sul fatto che le imprese agricole debbano poter accedere a strumenti coerenti con quelli disponibili per gli altri settori produttivi.

La transizione digitale in agricoltura non riguarda soltanto l’acquisto di tecnologie avanzate, ma un cambiamento più ampio che investe i processi decisionali, il monitoraggio delle colture, la gestione delle risorse idriche, la razionalizzazione dei costi e la pianificazione della produzione. Senza un adeguato sostegno fiscale, questo salto rischia di restare limitato a una parte ristretta delle aziende, accentuando divari interni al comparto.

Produttività, competitività e sovranità alimentare

Confagricoltura collega il tema del credito 4.0 a un obiettivo più generale: mettere le imprese agricole in condizione di aumentare produttività e competitività, contribuendo così alla sovranità alimentare del Paese. È un passaggio che assume un valore particolare in una fase in cui la stabilità degli approvvigionamenti e la tenuta delle filiere sono tornate a essere temi centrali anche nel dibattito pubblico ed economico.

La richiesta, in sostanza, è quella di evitare che proprio la produzione primaria, cioè il primo anello della catena, venga lasciata con strumenti troppo limitati per affrontare la trasformazione in corso. Il rischio, altrimenti, è che l’innovazione si concentri a valle, mentre a monte restano vincoli che finiscono per comprimere la capacità di investimento delle aziende agricole.

Confagricoltura ribadisce di essere impegnata nelle sedi competenti per raggiungere questo risultato. Il punto politico, ora, sarà capire se alle aperture emerse sul fronte Transizione 5.0 seguirà un rafforzamento concreto anche del credito d’imposta 4.0 per l’agricoltura. Per il settore, non si tratta di una questione marginale, ma di una condizione necessaria per stare dentro la competizione, difendere la qualità delle produzioni e affrontare con strumenti adeguati una fase che continua a mettere sotto pressione l’intero sistema agroalimentare.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to