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Catanzaro, oltre un milione dal Viminale per ampliare la videosorveglianza: rete estesa e copertura dei punti più esposti

27/01/2026

Catanzaro, oltre un milione dal Viminale per ampliare la videosorveglianza: rete estesa e copertura dei punti più esposti

Catanzaro potenzia il proprio sistema di videosorveglianza con un salto di scala che cambia la portata dell’intervento. Con decreto del 22 gennaio è stato disposto il finanziamento del progetto di rimodulazione ed estensione della rete cittadina, attingendo alle risorse del Programma Operativo Complementare Legalità 2014-2020. Il nuovo stanziamento supera il milione di euro e consente di ampliare in modo significativo la copertura su snodi viari e aree considerate più vulnerabili rispetto a fenomeni di illegalità.

Il provvedimento non introduce un progetto “ex novo”: rafforza e allarga un impianto già previsto, rideterminando l’importo complessivo del finanziamento da 250.116,19 euro a 1.050.116,19 euro. La differenza non è soltanto contabile. Un incremento di questa entità permette un’estensione capillare della rete, con ricadute operative sul controllo del territorio e sulla capacità di supportare attività di prevenzione e contrasto, soprattutto quando i reati sono legati a dinamiche ripetute e radicate.

Le risorse del POC Legalità e l’innesto nel “Protocollo Calabria”

L’intervento si colloca dentro una cornice istituzionale già tracciata: il cosiddetto “Protocollo Calabria”, sottoscritto a Catanzaro il 23 settembre 2024, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del sottosegretario Wanda Ferro. L’impostazione è quella di un pacchetto di misure finalizzate a rafforzare legalità, sicurezza e coesione sociale, con progetti finanziati che puntano a incidere sulle condizioni di vivibilità urbana.

In questa logica, la videosorveglianza viene trattata come presidio “passivo” ma strategico: non sostituisce pattugliamenti, interventi sociali o azioni investigative, però aumenta la possibilità di monitorare punti critici, ricostruire eventi, sostenere il lavoro delle forze dell’ordine e, in alcuni casi, disincentivare comportamenti opportunistici. La chiave sta nella progettazione: dove installare, come integrare, come gestire flussi e manutenzione, come garantire che la rete sia realmente utilizzabile e non solo dichiarata.

Copertura più ampia e sinergia istituzionale: cosa cambia per la città

Il prefetto Castrese De Rosa ha letto il finanziamento come un “ulteriore passo” nel rafforzamento dei presidi di sicurezza a difesa del territorio, sottolineando l’utilità sia in ottica preventiva sia nel contrasto ai reati della criminalità comune e organizzata. Nelle sue parole, l’operazione è anche il risultato di una sinergia istituzionale costruita nel tempo: ringraziamento esplicito al sottosegretario Wanda Ferro e riferimento al lavoro di pianificazione che avviene in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Sul piano pratico, l’ampliamento annunciato punta a coprire in modo più robusto i principali snodi viari e le aree considerate maggiormente esposte. È un passaggio che, se accompagnato da gestione efficace e aggiornamento costante, può incidere sulla rapidità di risposta e sulla qualità delle ricostruzioni, soprattutto nei contesti dove servono elementi oggettivi e tracciabili. Il tema, ora, è l’attuazione: tempi di installazione, integrazione con la rete esistente, manutenzione e coordinamento con le priorità operative del territorio.

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Elena Scopece

Laureata in Psicologia, ama scrivere articoli di filosofia, salute e benessere. Amante dei viaggi in solitaria.